FilmdiPeso - Short Film Festival

Note di regia del documentario "Ho Fatto una Barca di Soldi"


Note di regia del documentario
Ho fatto una barca di soldi il titolo di un opera di Fausto Delle Chiaie, una barchetta costruita con la stagnola piuttosto che con della plastilina, e riempita al suo interno con monete da pochi centesimi. Le prime volte che mi fermai a parlare con Fausto, avevo la sensazione che il tempo si fermasse e il mondo esterno scomparisse allistante; mentre lui con lo sguardo si preoccupava di capire se avessi dato il giusto peso al titolo e alla sua opera, controllava che non gli rubassero la scatola delle offerte. Esporre per strada significa esporsi anche a certi rischi mi diceva sorridendo; e quello che mi ha colpito di pi da subito, mentre la gente ci passava accanto divorata da difficolt, crisi economiche e sociali, stata la sua serenit, il suo sentirsi appagato solo grazie allesprimere quotidianamente le sue esigenze creative.
Fausto non lo aspetta nessuno, lui non aspetta nessuno, non ha regole e non ha leggi da rispettare. Eppure ha sempre scelto lui di stare allesterno, e quello che io continuavo a non capire era il senso di tutto questo viaggio quotidiano. Si perch Fausto abita ad unora e mezza di treno dalla capitale, ed ogni mattina ed ogni sera affronta le distanze senza paura. La risposta semplice: ricerca.

Quando gli ho chiesto perch aveva deliberatamente scelto di stare lontano dagli spazi espositivi convenzionali, mi ha risposto che le sue opere non centrano nei musei, ma non per questioni di spazio, ma per una questione di senso. Folgorato dal suo sguardo sul mondo, ho deciso cos di intraprendere un viaggio che scavasse nella radice pi profonda dellessere artisti, nel genoma della creativit pi pura e spontanea, dove ovviamente, il rapporto con il pubblico, indispensabile.
Mosso dalla volont di abbattere larchetipo dellartista pazzo e solitario, avevo la necessit di capire pi a fondo quale fosse il segreto della sua felicit, e se questa nascondesse codici universalmente validi per chiunque altro.

Dario Acocella