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ADRIANO PICCARDI - La parola divisa in due


Il direttore di Cineforum analizza per noi in esclusiva l'uso della lingua italiana nei film di Silvio Soldini


ADRIANO PICCARDI - La parola divisa in due
Nel film di Silvio Soldini "Il comandante e la cicogna" riemerge un elemento di non secondario interesse su cui vale la pena di esporre qualche considerazione. 

Mi riferisco a un particolare uso della lingua italiana teso a contrapporre un registro linguistico, elevato e desueto insieme, praticato da personaggi molto particolari che rivestono una funzione esplicita o ideale a sua volta molto particolare, a un altro pi quotidiano e volgare (quale che sia il significato che si voglia dare a questo aggettivo). 



La situazione si era gi presentata in "Pane e tulipani" con il cameriere Fernando, interpretato da Bruno Ganz, di origine islandese e cultore dellOrlando Furioso, che riusciva a illuminare nuovi orizzonti di libert a Rosalba. Fernando parlava una lingua italiana rara e impraticabile nel Belpaese odierno: questo ne faceva il custode designato di un sogno ineffabile di libert.

Ne "Il comandante e la cicogna" sono le statue dei grandi della nostra storia, portatori di pensieri e messaggi carichi di valori inattuali che solo il passato pu tornare a proporre, a introdurre nel tessuto linguistico quotidiano, televisivo, meticcio, triviale, unisola di pacata nobilt. Attraverso le loro parole, in particolare appunto nel monologo finale del Comandante alla Cicogna, passa, se non la sicurezza di una nuova libert, almeno il bisogno di coltivarne ostinatamente lattesa.



Lintuizione che sta alla base di questo duello linguistico funziona senza dubbio sul piano narrativo/rappresentativo. E certo pi appagante nellincontro tra Fernando e Rosalba: la donna ritrova in quellinconciliabilit linguistica la parte di se stessa pi indocile alla piattezza della vita che ha condotto finora non a caso poi accompagnando la propria riscoperta con quella della fisarmonica, strumento musicale a sua volta bifronte, popolare e raffinato insieme. Guardando Il comandante e la cicogna, pur condividendone in toto la critica del nostro presente, non posso non provare la sensazione che nelleccellenza del registro linguistico adottato per esprimerla si sublimi, questa volta, limpossibilit di trovare appigli pi concreti alla speranza che tutti noi e il film andiamo cercando.
Una cosa dar voce alla storia di Rosalba e Fernando. Altra cosa, farlo con la nostra Storia

04/11/2012, 10:15

Adriano Piccardi