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Riprendono a Firenze i Cantieri del Documentario


Riprendono a Firenze i Cantieri del Documentario
Tornano alla Biblioteca della Mediateca Toscana di Firenze i Cantieri del Documentario, i laboratori del cinema del reale, organizzati dall'Associazione Documentaristi Anonimi.

Di seguito gli appuntamenti di gennaio-febbraio 2012:

13 gennaio 2012
Ore 17:00
GIOVANNI CIONI
(cineasta)
BIGGER THAN LIFE
Il reale della persona nel cinema del reale: personaggio, protagonista, interprete di se stesso, fantasma...? con estratti di In Purgatorio, Nous/Autres e di lavori in corso Se si parla di cinema del reale, si parla del reale delle persone che entrano a far parte del film, che danno la loro presenza, la loro storia, un momento della loro esistenza, qualcosa della loro identità, al film. E dopo?
La questione dell'etica che il cineasta adotta con il suo interlocutore è fondamentale, ma non basta. In questo cantiere vorrei riflettere sulla questione con i partecipanti, a partire da lavori ultimati (frammenti di Nous/Autres, di In Purgatorio) e di lavori in corso (Per Ulisse, e un progetto in fase di ideazione, di cui ho iniziato le riprese, con il mio vicino di casa, contadino novantenne).
Lo spunto del cantiere mi è nato recentemente, quando ho rivisto un personaggio di Nous/Autres di 10 anni fa: Nous/Autres è un film sulla memoria di due anziani profughi ebrei a Bruxelles. Il film confronta il racconto del loro vissuto al loro presente, e questa questione è al centro del cantiere. Di In Purgatorio, viaggio personale che prende spunto dal culto del purgatorio a Napoli, mi soffermo su alcuni racconti di sogni, sull'importanza che rivestono questi racconti per chi li narra, per parlare del "patto" tra chi filma e chi racconta per il film. Il progetto Per Ulisse è un lavoro con persone che hanno traversato la dipendenza, il carcere, la vita di strada, e la questione è proprio quella di riappropriarsi di un'identità. In questo percorso il fatto di fare un film comporta una responsabilità particolare.

20 gennaio 2012
CLEMENTE BICOCCHI
(documentarista)
NON FARSI SOPRAFFARE DAGLI EVENTI
Un progetto lungo cinque anni, oltre cento ore di girato, un’idea che si sviluppa e che cambia nel tempo, un montaggio ‘titanico’: l’autoproduzione, un approccio ‘amatoriale’ e l’eccessivo coinvolgimento personale in un progetto, rischiano di rovinare la tua salute mentale, il tuo rapporto con gli altri, la fiducia in quello che fai. Ne vale la pena? La cosa paradossale è che alla fine dici: 'sì'. Attraverso l’esempio del mio documentario 60 ANNI, dopo il quale avevo giurato che mai più nella vita sarei ripassato da un’esperienza del genere, vorrei riflettere sui rischi, ma anche sulle sorprese che un simile approccio al documentario comporta.
60 ANNI - C. Bicocchi (2006 - 56'). Daria a tre anni ebbe la sua prima esperienza con la guerra: nel paese dove abitava, Roccasecca, vicino Cassino, il fronte rimase per sei mesi. Nel 2001, Daria Frezza (61 anni, professoressa di storia all'università) inizia un viaggio nella memoria, privata e collettiva, nella zona del basso Lazio, per creare un archivio di testimonianze orali su quelle drammatiche vicende. Come compagno di viaggio sceglie me, suo figlio. 60 anni è il tempo che ci separa dalla guerra, ma non solo: è anche la differenza tra le parole e le immagini, il continuo andare avanti e indietro nel tempo che caratterizza le vite di queste persone, i luoghi dove vivono e questo film, che in realtà parla più dell’oggi che del passato.

27 gennaio 2012
MAURIZIO MARTINELLI
(documentarista)
IL DOCUMENTARIO POLITICO e MILITANTE NEGLI ANNI '60 IN ITALIA
La ribellione contro un Sistema

3 febbraio 2012
STEFANO BENELLI
FAMIGLIE SENZA CONFINI: dall’idea del doc alla fiction e ritorno

Il cantiere nasce dal film di fiction Hip Hop Pizza girato a partire da storie di ragazzi in una struttura residenziale. Partito dall’idea di rappresentare una situazione reale, ho optato per la fiction, elaborata sulla base di un laboratorio con giovani apprendisti attori, data la difficoltà di superare alcuni ostacoli sociali, etici e burocratici per realizzare un documentario: un’analisi-bilancio di come sia possibile superarle nel rapporto con una realtà umana e sociale così delicata.
Data: Venerdì 3 febbraio 2012

10 febbraio 2012
MICHELE LEZZA (documentarista)
LE 16 CORDE WORK IN PROGRESS. Il tempo necessario per realizzare un film documentario: aspetti produttivi e chiave d'accesso in un mondo non tuo.
Approdato al professionismo all’età in cui un pugile appende i guantoni al chiodo, Lenny Bottai diventa in pochi anni campione internazionale IBO, IBF e italiano dei super welter. La sua vera forza è la sua gente che lo segue ovunque combatta, tutti quegli anni passati a fare il capo ultras della curva più comunista d’Italia non sono passati invano.
Vorrei portare la mia esperienza di questo documentario (che è in fase di montaggio) e analizzerei le varie fasi.
Il primo approccio col protagonista.
Come poter entrare in un mondo non tuo.
La parte produttiva vantaggi e svantaggi di una produzione partecipata.
Il documentario cambia in fase di ripresa, adattamento e nuova sceneggiatura in continuo evolversi.
L'importanza di un teaser.

17 febbraio 2012
MARIA LUISA CARRETTO
(cineasta)
CINEMA E DOCUMENTARIO: CONTAMINAZIONE POSSIBILE. La voce off o soggettiva nel film La scomparsa.
Durante il cantiere vedremo estratti dal  premontaggio de La Scomparsa. È aperta la discussione sulla voce off o soggettiva dei due protagonisti, ancora non registrata sul film, da valutare con l'attore attraverso le letture di brani sulle immagini. Interviene Giovanni Cioni.

Per iscriversi è necessario collegarsi a questa pagina e selezionare il cantiere a cui si vuole partecipare.

10/01/2012, 13:36

Simone Pinchiorri