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BAR SPORT Battiston, Bisio e gli altri nel bar di Stefano Benni


In sala con 300 copie da venerd distribuito da 01, il film di Massimo Martelli raccoglie i migliori interpreti della commedia italiana, portando sullo schermo il libro culto di una generazione.


BAR SPORT Battiston, Bisio e gli altri nel bar di Stefano Benni
Una scena di "Bar Sport"
A Bar Sport manca il coraggio. Portare uno scrittore come Stefano Benni al cinema non assolutamente facile; surreale, immaginario, carico d'atmosfera che questi riesce a creare solo grazie alle sue parole. Storie che prima di far ridere riescono a far affezionare, a far scendere il lettore nell'ambiente, a far riconoscere i personaggi come amici. Senza spiegazioni o didascalie.

E il film di Massimo Martelli, scritto con Nicola Alvau, Giannandrea Pecorelli, Michele Pellegrini, ha come difetto evidente quello di sottolineare le situazioni divertenti, se non comiche, rendendole inefficaci. A cominciare dalla voce narrante che cerca di cucire i periodi del film e rendere "alla mano" geniali assurdit; ma anche i maledetti "piani risata", quelli televisivi alla Colorado Caf per intenderci, con il primo piano del personaggio che ride alla battuta del collega.
Di regola, dovremmo essere noi spettatori a ridere...

Forse il progetto su una storia di stile poco cinematografico, che diventa datata solo se si sottolinea l'et, ha spinto autori e produttori verso la via pi facile: attori e comici della tv e una bella dose di pennarello evidenziatore per suggerire "qui si ride", "qui si sorride", "qui si riflette", "qui scatta la nostalgia".

La comicit surreale deve essere serissima, con personaggi normali e credibili, interpreti inappuntabili, senza smorfie o macchiette.

La paura, o forse la convinzione, che lo spettatore italiano non fosse in grado di comprendere un certo tipo di comicit, ha sciupato un'idea intelligente, partita da un libro culto che grazie alla sua originalit continua a vendere migliaia di copie dopo 35 anni dall'uscita.

Gli attori, capitanati da Claudio Bisio e Giuseppe Battiston, sono bravi ma forse hanno aggiunto troppo ai personaggi originali. Come le due vecchie del bar, Lunetta Savino e Angela Finocchiaro: contenuta la prima troppo smorfiosa la seconda (... e lo ha riconosciuto lei stessa in conferenza stampa). Unico completamente in parte Vito, nei panni di un credibile geometra di paese; il suo passato di comico con la bocca aperta e basta, lo pone con merito sul giusto livello di assurdo.

Forse Massimo Martelli, che ha inseguito per anni l'idea di portare sullo schermo "Bar Sport", si fatto prendere la mano, imboccando la strada pi facile verso un'ipotesi di successo. Una via diversa da quella di Stefano Benni.

17/10/2011, 15:46

Stefano Amadio