Sudestival 2020

Note sul film collettivo "Scossa"


Note sul film collettivo
Centanni fa un tremendo terremoto, e un successivo ed altrettanto tremendo maremoto,devastarono e in gran parte distrussero Messina e Reggio Calabria. Le citt dello Stretto. Centomila morti.
Pensare ad un possibile film che rammentasse quellimmane disastro ha significato per noi - per primissima cosa lescludere qualsiasi intenzione monumentale, qualsiasi pretesa di kolossal, di celebrazione onnicomprensiva. Ci sentiamo piuttosto estranei alla retorica.
Il progetto Scossa ha preso avvio, per contro, da una ricerca minuziosa sulla memoria collettiva. Sulle testimonianze rintracciabili sui giornali di allora, oppure diaristiche, o fotografie, o ancora tramandate - anche oralmente di padre in figlio di vittime, di sopravvissuti, di soccorritori.
Da questa ricerca scaturito dapprima un concreto interesse, poi una prima ipotesi narrativa, e poi ancora, man mano, lidentificazione di quale tipo di film ci attraeva, ci stimolava.
Il progetto Scossa propone di riunire cinque sguardi interpretativi particolari, tradotti in cinque racconti filmati da cinque registi italiani. Un puro ordine alfabetico: Andrea Frezza, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli, Nino Russo.
I loro film (ciascuno della durata compresa tra i quindici e i venti minuti ciascuno) saranno realizzati in totale libert personale di struttura e di linguaggio. Ne consegue che essi saranno totalmente diversi luno dallaltro. Strettamente connessi, peraltro, dal comune, insieme umile e ambizioso intento di interpretare ciascuno a suo modo un singolo aspetto particolare della catastrofe.
Affrontandolo a partire da uno dei dati del reale emersi dalla primitiva inchiesta; ma tentando anche una similitudine con altri dati del reale comuni a tante altre catastrofi, a tante altre scosse inferte alla storia dellumanit. E questa , certamente, ambizione.
Indispensabile umilt per contro essere perfettamente coscienti della misura dei racconti. E non solo del ridotto spazio-tempo-metraggio a disposizione di ciascuno, ma soprattutto nellaver scelto di aprire cinque porte dingresso coscientemente minimaliste, su cinque momenti e su cinque microcosmi su quella sconvolgente fine di un mondo.Da questa scelta partita la seconda fase di ricerca: quella appunto, del momento e del microcosmo che ciascuno dei cinque registi-narratori sentisse pi vicino a s, pi significativo, pi appassionante. Una ricerca individuale, ora, pur seguendo la traccia della comune finalit. Una ricerca poggiata su due convinzioni di base. Intanto che come ogni altra scossa della storia questa tragedia contenesse in s, tre termini essenziali: il prima, il durante, il dopo. E che per questo possibile raccontare sia la situazione sociale dei luoghi prima di essere investiti dalla catastrofe, sia la terribile giornata cruciale, e sia ancora alcune conseguenze future. E seconda convinzione base che ciascun racconto dovesse raccontare essenzialmente di esseri umani che, nella diversit dei momenti, potessero da persone diventare personaggi, vittime, e insieme noi.
Tanto pi protagonisti quanto pi sconosciuti alla storia ufficiale. A partire da queste comuni convinzioni, ciascun regista pu cos liberare la propria creativit in cinque racconti . intorno di documentazione e dimmaginazione, strettamente intrecciati nella sincerit della propria personale emozione. Cos i cinque racconti, solo apparentemente minimalisti, possono contenere temi importanti. Il tema dellemigrazione italiana dellepoca, che naturalmente arriva a riflettere sullattuale immigrazione in Italia di genti , oggi, pi povere di noi.
Il tema dellatrocit del dolore, che pu fatalmente avvicinare persone prima estranea o addirittura ostili fra loro. E che da una solidariet pressoch imposta dalla tragedia pu far nascere speranze nuove, e persino nuove forme di aggregazione umana e sociale. Il tema che pu trasformare una pura quanto drammatica casualit in quasi irreale, come la magica salvatrice apparizione dal mare della flotta russa.Il tema, ancora, di destini umani che cambiano totalmente nel dopo. Il tema di intere fasce della societ estirpate, cancellate dal tessuto di due citt, fasce di grande tradizione, di secolare cultura umanistica, scientifica, politica.
E soprattutto il tema delle umane capacit di avventura, di paura e di rabbia, di predisposizione e di rinascita. Capacit che nessuno conosce di se stesso prima di una cos violenta scossa. Il progetto prevede, infine, una sorta di cornice, di impaginazione che colleghi luno allaltro i cinque racconti liberi e indipendenti.Ma la forma di questa cornice potr essere decisa soltanto nella fase di montaggio del film. Quando cio sar possibile scegliere il suo linguaggio, il suo stile. La forma pi complementare allintero progetto. La pi adatta a fungere d fil rouge narrativo da cassa armonica dell intero film. Tutto questo SCOSSA.

Giorgio Arlorio

11/08/2011, 20:10