Cinemavvenire Video Festival, miglior film
"Uncle Bubbles" di Fabrizio Marrocu
Per aver raccontato con un linguaggio complesso e al tempo stesso diretto una storia di disagio mentale e familiare. Dove la lingua sarda svolge un ruolo fondamentale nella caratterizzazione e nell'impatto drammatico della vicenda e una natura aspra e incolta è la testimone muta di gesti e sentimenti spontanei, anche se espressi in maniera rude, propri della cultura e della tradizione dell'isola
Con questa motivazione la giuria della seconda edizione di
Cinemavvenire Video Festival, organizzato dall’associazione internazionale fondata da
Gillo Pontecorvo, ha assegnato il Premio per il Miglior Film a "
Uncle Bubbles" di
Fabrizio Marrocu.
Un cortometraggio low-budet, girato e montato in tre mesi, tra giugno e agosto 2010, che affronta il dramma familiare di quattro fratelli scaturito dalla lotta per l’eredità di un appezzamento di terra. Una tragedia dal pathos greco ambientata però in
Sardegna e recitata da attori non professionisti in sardo campidanese nella parlata di Villacido.
L’isola è stata la location anche di Io sono qui: il cortometraggio di
Mario Piredda che ha ricevuto la menzione al
Miglior Contributo Tecnico-Artistico per la fotografia. L’opera è un manifesto eco-sostenibile che denuncia, attraverso la storia di finzione di
Giovanni Asara, le molte morti provate dalle radiazioni sparate dai proiettili utilizzati dalla
Nato durante la guerra del
Kosovo.
Ha ricevuto il premio invece per la
Miglior Regia Alessandro Bavari per "
Metachaos" di: per il senso grafico delle immagini e la fantasia nella scelta dei singoli elementi (figure umane e oggetti), che trovano un’evoluzione continua nello svolgimento della narrazione. Dove la colonna sonora, usata in maniera egregia, è chiave fondamentale di commento e interpretazione della vicenda.
Questo cortometraggio è una sorta di videoclip, che ispirandosi alle immagini di Metropolis, mostra una stramba società futurista dove prendono vita e forma figure antropomorfe che si muovono seguendo un ritmo musicale post-rock in uno spazio caratterizzato da forme rigidamente geometriche.
05/07/2011, 18:50
Alessandra Alfonsi