Appello: Salviamo l'Ariston e il Quattro Colonne
Le associazioni culturali
Cineclub Sassari e
Nuovo Circolo del Cinema, che da decenni operano a Sassari nel campo della promozione della cultura cinematografica,
guardano con grande preoccupazione alla notizia dell’imminente chiusura del Cinema Ariston e alla possibile chiusura del Cinema Quattro Colonne.
Sappiamo che le sale cinematografiche tradizionali si trovano ad affrontare, purtroppo da anni, situazioni di estrema difficoltà. Le cause sono molteplici e vanno dallo svilimento dei prodotti cinematografici, i film, svenduti nelle tv generaliste alla concorrenza agguerrita dei nuovi media, senza dimenticare -inutile negarlo- il degrado strutturale di molte sale tradizionali. Le conseguenze sono il venir meno della fruizione dei film in sala da parte del pubblico, e la perdita del ruolo di “rituale collettivo” rivestito dal cinema fin dalle origini.
Detto questo, bisogna riconoscere, però, che a Sassari, negli ultimi anni, si è venuta a creare una positiva situazione controtendenza rispetto alla crisi generale del Grande Schermo. L’impegno costante di tutti gli operatori culturali e la fattiva collaborazione con la Gestione dei Cinema Guarino sono riusciti a ritagliare uno spazio importante per il cinema d'autore e per quello indipendente. Si sta affermando una nuova maniera di intendere, fruire e soprattutto vedere il cinema ed i film, che sono, sì, spettacolo, effetti speciali, intrattenimento, ma anche, e prima di tutto, pensiero e cultura. La città presenta un panorama culturale vivace che si manifesta con un intenso fiorire di iniziative: dall'importante premio internazionale di cortometraggi Sardinia Film Festival, sempre più apprezzato anche oltre i confini dell'Isola, alle rassegne di cinema d’essai in lingua originale, alle retrospettive, ai corsi di formazione, ai laboratori sui mestieri del cinema rivolti ai giovanissimi.
Qualche mese fa, poi, il Cineclub ha aperto una Mediateca, la prima che Sassari abbia mai avuto, a differenza di altri centri della Sardegna anche più piccoli. Nella Mediateca, che al momento conta già più di 10mila titoli, sono raccolti tutti i cortometraggi delle passate edizioni del Sardinia Film Festival, la filmografia completa di importanti registi internazionali, monografie, testi, riviste e manuali dedicati al Grande Schermo. La Mediateca è insomma uno strumento indispensabile per gli appassionati e gli studiosi di cinema, e un arricchimento culturale notevole per una città come Sassari che, con la sua Università e l'Accademia di Belle Arti, dovrebbe essere particolarmente sensibile alla arti della visione.
Per tornare al discorso dei cinema, questi ultimi sono da sempre luoghi di aggregazione importanti, e anche per questo motivo la chiusura di due sale storiche della nostra città sarebbe una perdita grave per tutto il territorio.
Consapevoli di questa situazione, come associazioni di cultura cinematografica, con la credibilità che abbiamo conquistato sul campo nel corso di moltissimi anni di attività, lanciamo un appello a tutte le Istituzioni Pubbliche, alle forze economiche più attente, a tutte le Associazioni operanti sul territorio, a tutte le Istituzioni Scolastiche, affinché diano un contributo efficace alla risoluzione di questo problema.
E ci impegniamo inoltre a proporre un dibattito (fra tutti gli operatori del settore, amministratori, esperti, insegnanti e anche semplici cittadini) per ridisegnare le linee di un progetto globale che prenda in considerazione le numerose possibilità culturali offerte dal medium cinema individuando spazi alternativi e modalità alternative di fruizione.
Tra le proposte alternative, una ci sta particolarmante a cuore. Da tempo accarezziamo l'idea di realizzare a Sassari una vera e propria Cittadella del Cinema, un luogo che funzioni come una scuola sperimentale di cinematografia e, allo stesso tempo, come un centro capace di produrre cultura e lavoro. In questi ultimi anni, in città si sta procedendo alla ristrutturazione e alla costruzione di spazi importanti da destinare ad attività culturali, dall'ex Mattatoio all'Auditorium, dal Padiglione dell'Artigianato all'ex Cinema Astra. Il nostro auspicio è che le istituzioni individuino un'area dove far sorgere la Cittadella del Cinema, un “distretto delle arti” dove possano formarsi tutte le professionalità legate al grande schermo, dai registi e gli interpreti fino ai tecnici e alle maestranze. E dove, inoltre, possa continuare ad essere garantita la visione di un cinema di qualità, attraverso rassegne e proposte di cinema indipendente, come è stato possibile finora grazie alla collaborazione costante tra tutte le associazioni culturali cittadine, tra le quali il Cineclub e il Nuovo Circolo del Cinema, e la Gestione Guarino delle sale cinematografiche.
La Cittadella ospiterebbe laboratori di sartoria, pittura, carpenteria, scenografia, trucco, fotografia, musica, scrittura e, naturalmente, non ultime, regia e recitazione. Per realizzarla, però, non si può prescindere dal supporto delle istituzioni e di tutte le realtà culturali cittadine, a partire dall'Università e dall'Accademia di Belle Arti. Il progetto avrebbe il merito di garantire prospettive occupazionali notevoli e i film prodotti assicurerebbero a tutta la Sardegna un eccellente ritorno di immagine. La Cittadella sarebbe, infine, lo strumento migliore per perseguire gli obiettivi elencati dalla legge 15 del 2006 della Regione Sardegna, che considera il cinema “un rilevante strumento di crescita sociale ed economica” e si propone di incentivare la produzione di film nell'isola “al fine di rafforzare e qualificare le imprese locali, attrarre le produzioni nazionali e internazionali, favorire la crescita professionale degli operatori del settore, diffondere la conoscenza” della Sardegna.
09/06/2011, 12:44