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"La Vita Facile", Accorsi e Favino amici-nemici in Africa


Sono passati pochi mesi da "Figli delle Stelle" (uscito il 22 ottobre scorso) e già torna in sala Lucio Pellegrini: l’ultima fatica del regista è "La vita facile", un film che si può inserire nella categoria “commedia all’italiana” senza sentirsi troppo in colpa.

Si ride (non molto a dire il vero) e si riflette, descrivendo italiani “qualunque” con i pregi e (soprattutto) i difetti dell’italiano “medio”: in fase di presentazione il film è stato spesso paragonato a “Riusciranno i nostri eroi...?” di Ettore Scola, un parallelo che non stona.

Se là erano Alberto Sordi e Nino Manfredi a ritrovarsi in Africa dopo essersi persi in Italia, qui Piefrancesco Favino (degno erede di quel Sordi) e Stefano Accorsi si ricongiungono in Kenya. Tra loro (prima, durante e dopo) Vittoria Puccini, moglie dell’uno e (forse?) amata-amante dell’altro.
Amore, amicizia, tangenti, malasanità: c’è tutto questo nel film di Pellegrini, un lavoro decisamente più riuscito del precedente ("Figli delle Stelle" non sfruttava appieno un’idea simpatica e un cast ben amalgamato), merito anche dei suoi tre protagonisti.

"Erano anni che volevamo trovare il copione giusto per fare un film insieme", hanno detto Accorsi e Favino nelle interviste di lancio. Il trio composto insieme a Vittoria Puccini torna sullo schermo dopo "Baciami ancora" di Muccino, ma in quel caso le vite dei loro personaggi non avevano molti intrecci (e la Puccini era la moglie di Accorsi...).

Una visione piacevole, una fotografia ottima (di Gogò Bianchi) e un cast di contorno costruito con attenzione (Camilla Filippi, infermiera splendidamente incinta, Ivano Marescotti e Angelo Orlando).

18/03/2011, 09:30

Carlo Griseri