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I viaggi di Roby

Note di regia del documentario "Inge Film"


Note di regia del documentario
Punto di partenza di questo lavoro una lunga intervista, 14 ore, a Inge Feltrinelli realizzata in quattro giorni di riprese. Allinizio mi era stato chiesto, da Giulia Maldifassi prima artefice delliniziativa, di gestire la regia delle riprese e lo scopo del lavoro mi sembrava quello di immagazzinare la memoria storica, pubblica e personale, della persona che per oltre 50 anni aveva, prima al fianco di Giangiacomo e poi da sola, gestito le sorti della casa editrice Feltrinelli. A fare lintervista stata chiamata Simonetta Fiori, che gi aveva incontrato Inge per il quotidiano la Repubblica. Simonetta ha da subito, e felicemente, ampliato il raggio dazione: sembrato che la vita di Inge non si potesse esaurire nella storia, peraltro pi che avvincente, della casa editrice, ma che mettesse in essere un percorso cos ricco e articolato da disegnare i confini di qualcosa di pi: un grande ritratto al femminile.
La vastit del materiale registrato era tale che da subito stato chiesto a Simonetta e a me se potevamo pulirlo ed iniziare anche un primo taglio critico. Non si pensava ancora al film, si voleva solo ordinare i materiali per renderli fruibili. Cos avvenuto e siamo arrivati a una versione di 7 ore divisa per grandi nuclei (linfanzia, la fotoreporter, la casa editrice, lincontro con Giangiacomo, gli autori, leditoria internazionale etc). Si poi, dopo molto tempo, fatto un ulteriore taglio e deciso di provare ad articolare i materiali in un film.
E ovvio che lintervista resta la spina dorsale di tutto il lavoro; il mio compito, in qualche maniera, era solo quello di coprire le riprese di Inge qua e l con i materiali darchivio, immagini e filmati peraltro molto belli e in larga misura inediti. Naturalmente io volevo intervenire di pi, girare altri materiali, cercare di dare al lavoro un andamento pi filmico e di maggior soddisfazione per il mio lavoro di regista. Niente da fare, lintervista vinceva sempre e le aggiunte sembravano a volte inutili abbellimenti. Come riuscire allora ad uscire dal solito ritratto celebrativo di tipica impostazione televisiva?
La risposta mi arrivata dalla stessa Inge, dal suo modo di esprimersi che ha messo in evidenza, al di l degli argomenti trattati, una vivacit, una sincerit, un modo di raccontare informale e diretto molto efficaci dal punto di vista della comunicazione. Si trattato quindi, seguendo questa qualit naturale di Inge Feltrinelli, di limare e tagliare ogni cosa che potesse appesantire lappassionante concretezza del racconto. Togliere pi che aggiungere, pulire al massimo per far emergere nella maniera pi spontanea e diretta possibile il valore indubitabile del fatti raccontati. Non quindi un omaggio a, ma un documento vivo e veloce anche dal punto di vista visivo, lontano da ogni retorica, nella convinzione che quella di Inge Feltrinelli una vita che non ha bisogno di essere romanzata avendo gi, nella realt della sua scansione, tutte le qualit di un percorso esemplare.

Luca Scarzella