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"Vittorio racconta Gassman": la vita
artistica e privata del Mattatore


Si è aperta oggi la 67esima Mostra di Arte Cinematografica di Venezia, con un programma ricchissimo per il cinema italiano. Il regista Giancarlo Scarchilli ha presentato in conferenza stampa, assieme ai figli Alessandro, Paola e Jacopo e al produttore Maurizio Carrano per Studio Immagine (Roma), il film documentario "Vittorio racconta Gassman", nel quale ripercorre la vita artistica e privata del Mattatore.



Alessandro e Paola Gassman al photo call
Oggi il regista Giancarlo Scarchilli, con Alessandro e Paola Gassman e il produttore Maurizio Carrano, ha raccontato com’è nata l’idea di un film documentario sulla vita di uno dei più grandi attori del cinema italiano di sempre, di certo una delle maggiori personalità dello spettacolo e della cultura italiana del XX secolo. Quest’anno ricorre il decennale della scomparsa di Vittorio Gassman che, come ha ricordato Alessandro in conferenza stampa, avrebbe compiuto 88 anni. Lo scopo di questo documentario è quello di presentare un Gassman diverso, inedito, più profondo, e di farne conoscere gli aspetti più singolari della vita artistica, ma anche di quella privata.

Gassman affonda le proprie radici professionali nella tradizione del teatro classico, ma ha saputo avvicinarsi al cinema comico e brillante e, soprattutto, ha lavorato per avvicinare le masse alla cultura, portando i classici come l’Adelchi di Manzoni nelle province più remote d’Italia, utilizzando un tendone da circo e diventando così uno dei precursori dei teatri tenda. Come ha ricordato la figlia Paola, Vittorio Gassman è stato un artista geniale e completo, un pensatore che mescolava genio e cialtroneria, poesia e nuovi correnti di pensiero, cinema, teatro e televisione. Tutto, senza fare mai lo schizzinoso. Vittorio ha portato nella cultura italiana nuovo e genialità e nel cinema fu assoluto innovatore nel modo di interpretare, arricchendo la recitazione di elementi fisici e, in un certo senso, rivoluzionari. Mattatore del cinema italiano, troppo spesso etichettato come tradizionale nel senso stretto del termine, Gassman è stato invece un personaggio trasversale, che ha fuso la spavalderia alla poesia, il linguaggio colto alle battute della strada, i numeri da circo alla cultura popolare. Il documentario affronta la vita dell’artista, ma anche quella privata, come si è detto. Gassman, uomo dalla vita piena, ha infatti avuto una vita sentimentale complessa, con quattro figli (Alessandro, Paola, Jacopo e Vittoria) avuti da quattro donne diverse.

Giancarlo Scarchilli ha spiegato che ha costruito la struttura del film seguendo i temi più cari all’attore: il rapporto padre figlio, l’amicizia, le relazioni con le donne, le fatiche e le gioie del mestiere di attore. Tanti i rapporti con gli altri artisti, in particolare quello con Carmelo Bene che, come ha ricordato la figlia Paola, era fatto di stima ma anche di scontri. Carmelo Bene, ha ricordato il regista, frequentava il teatro solo quando sul palco c’erano Eduardo de Filippo o Vittorio Gassman, e asserì di aver scelto di diventare attore proprio perché spinto dall’arte di quest’ultimo. E Gassman, come Bene, è stato un personaggio di rottura, col passato, ma anche con certi schemi rigidi di definizione, un artista che ha lavorato per coniugare la tradizione classica, attraverso la quale si era formato, con l’introduzione dell’elemento comico e brillante. È stato, con molta probabilità, il primo attore moderno nel vero senso del termine, affrontando con grande professionalità il cinema comico (tema principale di quest’edizione della Mostra) in un periodo storico in cui essere attori comici significava spesso essere attori di minor valore. A Gassman va, perciò, il merito di aver saputo essere più moderno di tanti colleghi della sua generazione.
Il regista del film ha ringraziato pubblicamente Alessandro (oltre alla famiglia tutta e alla produzione) per averlo aiutato in quest’avventura, nella quale si è imbarcato principalmente per rendere omaggio a un personaggio di riferimento della sua vita, un attore un po’ mascalzone ma in fondo gentiluomo. Un attore classico di profonda cultura che ha abbracciato la sbruffoneria moderna anticipando i tempi attuali.

Alessandro Gassman si è detto contento di incontrare ancora oggi persone che gli raccontano aneddoti della loro vita legati ai film e all’opera di suo padre.

In laguna le retrospettive dedicate al cinema italiano comico quest’anni sono molteplici e di Vittorio Gassman val la pena ricordare, oltre agli indimenticabili "Profumo di Donna", "Il Sorpasso" e "Caro Papà", un film un po’ dimenticato, ma che ci consegna Gassman nella sua pienezza artistica: "Lo Scatenato".

01/09/2010, 21:02

Claudia Verardi