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"L'Uomo che Verr": la strage di Marzabotto
vista con gli occhi di Giorgio Diritti


Molti dei fortunati che hanno avuto la possibilit di vedere Il Vento fa il suo Giro, si saranno pi volte domandati se il piccolo film fosse stato solo un caso, una goccia caduta per sbaglio nell'oceano distributivo italiano, o se dietro a quell'operazione si nascondeva un autore maturo, capace di narrare delle storie mantenendo un filo diretto con la realt. Tanta era l'attesa per L'Uomo che Verr e finalmente Roma ha permesso di sciogliere l'amletico dilemma: Giorgio Diritti un autore con la a maiuscola, di quelli che raramente ti capita di trovare in giro e ti fanno domandare dove siano stati nascosti per tutto questo tempo. A cinquant'anni compiuti, gira un'opera seconda, la prima con un budget importante, con una maestria e un occhio realista, che gli permettono di non essere quasi mai banale e di non scadere negli stereotipi in cui un film del genere rischia spesso di scadere. La famiglia protagonista nel film, frutto della fantasia di Diritti e degli sceneggiatori Giovanni Galavotti e Tania Pedroni, ma in quei volti si leggono le storie dei tanti braccianti e poveri lavoratori della terra, che in una sola notte videro la fine.

Alla base de L'Uomo che Verr ci sono le testimonianze dirette dei sopravvissuti, di chi non andr a vedere il film a cinema per non soffrire, di chi parlando di quella notte regredisce alla fanciullezza spezzata, di chi vive ogni giorno con il senso di colpa di chi rimasto vivo, ma forse solo per sempre.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Giorgio Diritti ha toccato molti temi, ma forse uno in particolare spiega totalmente il senso del film: "La guerra trasforma la gente e gli fa fare cose che non avrebbero mai immaginato. Questo vale sia per i nazisti che per i partigiani, entrambi colpevoli di aver compiuto qualcosa di mostruoso uccidendo un loro simile".


Giorgio Diritti


Giorgio Diritti


Maya Sansa


Giorgio Diritti


Giorgio Diritti


Greta Zuccheri Montanari


Maya Sansa e Alba Caterina Rohrwacher


Claudio Casadio


21/10/2009, 18:11

Antonio Capellupo