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"Alza la Testa": La storia di un padre che fa a pugni con la vita


“Alza la Testa” è il secondo lungometraggio di Alessandro Angelini che arriva dopo l’esordio con “L’Aria Salata” anch’esso presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nella prima edizione.

L’opera seconda del giovane regista romano sembra all’inizio ricalcare le atmosfere del suo primo film ponendo l’attenzione su un altro rapporto molto particolare tra un padre ed un figlio. In questo caso Antonio Mero è un ragazzo, anzi un uomo, padre che cresce da solo il figlio dopo che la moglie albanese ha abbandonato il loro menage famigliare. La loro dipendenza un po’ morbosa ma profonda e sincera sarà rotta dall’evento definitivo che cambierà la vita di Antonio ma non la sua ferma e benvenuta testardaggine nell’andare in fondo alla vita, la stessa che non ha mai mancato di insegnare con fermezza al figlio.

Il film parte bene inscenando un quadro di vita anche accattivante che interessa lo spettatore nonostante alcuni lati della narrazione un po’ già visti. L’interpretazione di Sergio Castellitto fa da subito da colonna portante al film, una sicurezza che però finisce per non bastare. Nella seconda parte infatti il lungometraggio di Alessandro Angelini pare meno convincente e sempre più frettoloso, a cominciare dal montaggio che non lascia respiro alla storia narrata in modo sempre più costruito. Le psicologie dei personaggi, poi, ad iniziare da quella del protagonista, non sono né approfondite né incisive. I ruoli di contorno vengono poi presto dimenticati per concentrarsi sul road movie di Antonio, quello che lo porterà alla sua piccola ma grande rivincita finale..

Il problema del nuovo film di Alessandro Angelini è che non riesce a costruire l’atmosfera d’impatto di “L’Aria Salata”, un film che restava indubbiamente addosso; ad “Alza la Testa” manca purtroppo la capacità di lasciare il segno e di emozionare allo stesso modo. E’ comunque più che apprezzabile l’impegno, la coerenza della regia e della fotografia, l’intenzione e la riuscita di perseguire sino in fondo l’idea di raccontare a tutto tondo un personaggio dei nostri giorni che riesce a ricordare le vicissitudini di altre figure raccontate dal nostro cinema ai tempi del neorealismo o della commedia all’italiana.
Alessandro Angelini è infatti un regista vero, lucido, perspicace e sincero come il nostro cinema ha bisogno senza ritegno, un giovane cineasta che sa raccontare con sensibilità preziosa le vicende della vita reale, quelle che ricordano le nostre stesse vite solo in parte abbattute dagli eventi della sorte ma sempre pronte a ritrovare disperatamente sé stesse e la propria rinascita. Quella di “Alza la Testa” rimane quindi una delle strade intelligenti che il cinema italiano non deve mancare di seguire con fermezza per fare sentire la propria voce; la Bianca Film di Donatella Botti, produttrice del film, si conferma per questo motivo soprattutto una delle case di produzioni più degne di merito nel panorama del nostro cinema.

18/10/2009, 13:03

Giovanni Galletta