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Claudio Antonini: "Il premio della giuria dei
ragazzini allla Festa di Roma è stata una
delle gioie più grandi della mia vita"


Abbiamo intervistato Claudio Antonini, regista e co-sceneggiatore del film "Liscio" con Umberto Morelli e Laura Morante, pellicola vincitrice del Premio K 12 "Alice nella Città" alla 1. Edizione Festival Internazionale del Film di Roma e del Premio "Città di Firenze" alla 17. Edizione del N.I.C.E.


Claudio Antonini:
Claudio Antonini ed Umberto Morelli
Come è avvenuto il passaggio tra il soggetto di Marco Cambogiani, vincitore del Premio Solinas, e la sceneggiatura del film “Liscio”?
Claudio Antonini: Non era il soggetto, ma il trattamento che ha vinto il Premio Solinas, quindi una cosa leggermente più ampia del soggetto, realizzati entrambi da Marco Cambogiani. La produtrice, Donatella Palermo, ha opzionato il trattamento e ha commissionato la sceneggiatura allo stesso Cambogiani. Questo è stato il primo passaggio, dopodichè sono stati fatti altri interventi con altre stesure, anche perchè personalmente il soggetto non mi convinceva del tutto in quanto il personaggio della donna (n.d.r. Laura Morante nel ruolo della madre) rimaneva immerso nel mondo del “liscio” dall'inizio alla fine del film senza avere un riscatto. Mi sembrava molto più interessante che la donna avesse un'evoluzione, che entrasse in contrasto con il mondo del padre ed indirettamente con il figlio, per trovare una sua strada musicale, un nuovo atteggiamento mentale, un posto nel mondo dove poter ricercare i propri talenti e la propria personalità. Al contrario volevo far rimanere il ragazzino ancorato alla tradizione ed alla famiglia. Questo tipo di sceneggiatura mi sembrava molto più interessante e l'abbiamo reallizzata con il contributo di Carla Cattani, Giovanni De Feo e Laura Morante, anche se quest'ultima non l'ha voluta firmare.

Che rapporto ha con il “Liscio”? Era già un appassionato di questo genere musicale, prima di realizzare il film?
Claudio Antonini: E' un genere che mi diverte molto, perchè rappresenta un mondo allegro, scoppiettante, un po' bambinesco. Mi piace anche vederlo ballare. Non ho e non ho mai avuto un rapporto diretto con il “Liscio”, però ho avuto amici che lo ballavano e frequentavano le balere, che mi hanno dato una mano per la realizzazione del film.

Come ha scelto Umberto Morelli, il piccolo protagonista del film?
Claudio Antonini: Erano stati fatti un centinaio di provini per il film, tutti conservati. Tra questi erano stati scelti dalla produzione dieci ragazzini, che però non mi hanno soddisfatto. Allora, una domenica mattina sono andato in produzione e ho rivisto tutti i provini ed alla fine ho trovato Umberto. Il giorno dopo l'abbiamo chiamato e la sera è venuto da noi e subito ho capito che il mio protagonista era lui, perchè era un ragazzino molto disinvolto. Mi serviva un ragazzo “robusto” psicologicamente e mentalmete, perchè non è facile affrontare a quell'età un compito così grande. Umberto se l'è cavata egregiamente mantenendo il personaggio e la sua psicologia. Inoltre è stato scelto anche perchè c'era una vaga somiglianza con Laura Morante, che avevamo già nel cast, e quindi si addiceva benissimo ad essere suo figlio.

Ci può raccontare che percorso ha avuto “Liscio” dall'anteprima alla Festival Internazionale di Roma, dove ha vinto il Premio K12 “Alice nella Città”, passando per il Premio “Città di Firenze” al N.I.C.E., fino ad oggi?
Claudio Antonini: “Liscio” ha avuto un percorso incredibile. Il montaggio del film è stato lento, perchè volevo essere presente a questa fase realizzativa in prima persona pur avendo altri impegni lavorativi. Per questo siamo arrivati alla Festa di Roma con la pellicola ancora “calda”, presa alle sei del venerdì sera dalla Tecnicolor e portata direttamente al proiettore il sabato mattina alle dieci. Da lì è partita l'avventura di “Liscio”, con la vittoria del Premio del Pubblico “Alice nella Città”, sezione dove c'erano film di grosse produzione e di registi di blasonati anche candidati all'Oscar. Sono stato molto contento per questo premio, anche perchè la giuria era formata da ragazzini dagli 8 ai 14 anni, che non hanno sovrastrutture, non hanno impedimenti, ma sono naturali e freschi. Questa è stata una delle gioie più grandi della mia vita. Il film ha avuto, poi, una piccolissima distribuzione (n.d.r. Emme Cinematografica), uscendo comunque in tutte le città italiane. In seguito “Liscio” ha vinto altri premi come il Premio “Città di Firenze” al N.I.C.E., il Premio “Anna Magnani” per l'interpretazione di Laura Morante ed il Prix du Public al Festival del Cinema d'Ajaccio, partecipando in tutto il mondo a molti festival dalla Norvegia a Shangai al Brasile, ed è sempre stato apprezzato. Al Festival di Bellizzona è stato applauditissimo dai bambini, che hanno partecipato in prima persona alle vicende del protagonista. Questo contatto con il pubblico ed in particolar modo con i ragazzini è stato bellissimo. Sono felice per il percorso di “Liscio” in questi anni, anche se mi dispiace che il film non abbia trovato una grande distribuzione come meritava.

Come considera il panorama cinematografico italiano del momento
Claudio Antonini: Il cinema italiano negli ultimi anni è sinonimo d'innovazioni, e fucina di nuove idee. Vi è un modo diverso di fare cinema, lontano da quello tradizionale, nonostante l'involuzione che il paese sta vivendo. In questo settore stiamo “andando avanti” e lo dimostrano film come “Pranzo di Ferragosto”, dove l'idea ha conquistato il pubblico, pur essendo stato realizzato con pochi mezzi ed a livello artigianale. Credo che l'introduzione della Tax Shelter, il credito d'imposta, non potrà che essere un bene sia per i piccoli che per i grandi film, perchè sarà, poi il capitale privato ha controllare una parte della produzione, oltrepassando così il “duopolio” Rai-Mediaset. Comunque, quando ci sono le idee e le innovazioni il cinema italiano diventa vincente in tutto il mondo, come in questo momento. C'è una grande crescita e questo mi fa essere positivo.

07/10/2008, 15:30

Simone Pinchiorri