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Intervista al regista Davide Marengo


Intervista al regista Davide Marengo
Il regista Davide Marengo
Con “Dall’Altra Parte della Luna”, in collaborazione con Dario Baldi, hai raccontato i Negramaro con un genere in Italia praticamente inesplorato, il “rockumentary”. Ci racconti da cosa nacque l’idea e come da subito ha pensato di realizzarla?
Davide Marengo: Tutto è nato dall’amicizia che mi lega a Giuliano e ai Negramaro. Sapevo che era in partenza per andare a registrare a san Francisco il suo ultimo album e gli ho proposto di documentare quell’evento. L’idea gli è molto piaciuta, ne ha parlato con Caterina Caselli e dopo aver trovato un finanziamento abbiamo intrapreso quest’avventura. L’ispirazione sono certamente i “rockumentary” degli anni ’70, anche se in senso estetico col passare del tempo sono cambiate molte cose. In Italia è forse un’esperienza unica.

Come in “Notturno Bus”, anche nei tuoi videoclip e con “Il Commissario Manara”, ami mischiare i generi, mettendo assieme il comico e il grottesco, il drammatico e l’azione. Cosa ti spinge a non circoscriverti e come riesci a non essere dispersivo?
Davide Marengo: Mi spinge il desiderio di sperimentare linguaggi espressivi diversi in operazioni che si rivolgono a pubblici completamente diversi. Il cinema è quello che nel fondo del mio cuore so di voler fare prevalentemente, anche se di sicuro farò anche altro, ma tutto ruota intorno alle immagini e all’immaginario che ho del cinema. Ho dei modelli di riferimento che però non amo citare né farne paragoni. Amo giocare con i diversi generi e con tutto quello che offre il cinema.

La tua opera prima ha una dedica speciale, a Gillo Pontecorvo. Come mai questa scelta?
Davide Marengo: Era un caro amico di Sandro Silvestri, produttore del mio film, che è venuto a mancare proprio nei giorni in cui finivamo di realizzare il film. Ha voluto dedicare la pellicola a lui e io sono stato strafelice perché Pontecorvo è uno di quegli autori che ha fatto la storia del cinema italiano.

Citando Paolo Sorrentino,Vincenzo Marra, Francesco Paterno e tanti altri esordienti, fra i quali Toni D’Angelo, parliamo di una realtà cinematografica che in questo momento è molto attiva e originale, quella napoletana. Tu stesso sei napoletano di nascita e cosa ne pensi di questo fenomeno artistico?
Davide Marengo: Secondo me è una coincidenza, perché credo che oggi ci siano tanti validissimi registi sparsi nelle diverse regioni d’Italia. Napoli sicuramente offre uno scenario naturale e culturale molto forte ed attuale. Forse la scaltrezza del napoletano è una delle qualità che li aiuta ad emergere in modo così buono. Stanno facendo dei film eccezionali e ammiro molto ad esempio Sorrentino per la ricerca espressiva che ha scelto di intraprendere.

24/07/2008, 15:56

Antonio Capellupo