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"Queste Cose Visibili" di Lamberto Lambertini
al Festival Tertio Millennio 2007


Nel film/documentario “Queste Cose Visibili” anche un omaggio a Concetta Barra.


Presente, passato e futuro dell’antica capitale del mondo. Ed ecco Napoli nei pensieri di Lamberto Lambertini, regista e sceneggiatore napoletano che racconta la città e i suoi luoghi simbolo nel film documentario "Queste Cose Visibili". Il cortometraggio, prodotto da Indrapur Cinematografica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, sarà presentato a Roma nell'ambito della sezione "Documentari" del Festival del Cinema Spirituale Tertio Millennio, venerdì 14 dicembre, alle ore 18:15 al Cinema Trevi. A seguire saranno consegnati i prestigiosi Rdc Awards per le categorie cinema italiano, fiction, libri e colonne sonore.
Dopo "Vrindavan Film Studios" (1995) e "Fuoco Su di Me" (2006) con Omar Sharif, che è valso a Lambertini ben tre candidature ai David di Donatello, quest’anno il regista associa con libertà e fantasia il mondo sospeso tra cultura e degrado.
L’obiettivo è quello di raccontare "storie fuori dal comune, con amore e passione e con sguardo amoroso, senza cercare la banalità della cronaca superficiale che parla solo delle bruttezze, della camorra e della spazzatura - ha spiegato Lambertini - quello che voglio mostrare è la meraviglia delle persone e dei luoghi, perchè Napoli è un luogo di cultura e bellezza infinita, l'anima napoletana esiste ed è piena di valori e poesia''.
La città si colora di una memoria paradossale, svelata senza violenza, apparentemente sepolta sotto il cumulo dei secoli. Con un pizzico di umorismo ed autoironia l’occhio della cinepresa scompare e il fiume dei racconti prende forma in un tempo e in uno spazio che sono insieme la meta e la via. Questi luoghi, dove niente si mostra e niente si nasconde, tornano a vivere attraverso il racconto delle persone che li abitano. Incontrandosi gli uomini ritrovano la gioia di sorridere e di parlare di se stessi. Un ristretto gruppo di persone, tra cui il custode di un cimitero, una monaca piena di umorismo e fantasia, un custode di Pompei, raccontano davanti alla macchina da presa i luoghi delle loro passioni, quelli in cui vivono e lavorano, intervallati da musiche inaspettate come quelle dei cantori del Gargano.
La terra antica e vulcanica dei Campi Flegrei, gli scavi di Pompei ed il Museo Archeologico, le immagini sacre della Cappella Sansevero e del suo Mecenate sono, insieme al mistero del Santuario di Montevergine, “le opere favolose”, “le pietre che cantano” e “le cose visibili” di inimitabile bellezza che Lambertini racconta nella sua metafora.
''La Presidenza del Consiglio dei Ministri mi ha dato assoluta libertà e carta bianca per raccontare un luogo che mi porto dentro da sempre – sottolinea il regista - il risultato è un prodotto apparentemente semplice, ma commovente, perchè svela l'anima di Napoli attraverso la sua gente, persone ancora in grado di raccontare il luogo in cui vivono, senza cronaca, senza domande nè risposte, senza finto giornalismo, ma lasciando parlare la memoria e mettendo a nudo l'anima''.
Nel film/documentario, già presentato al Festival Internazionale di Calcutta e del quale sarà realizzato un Dvd, c’è anche un omaggio a Concetta Barra, la celebra cantante napoletana, considerata la voce ufficiale di Procida, la cui morte ha segnato la fine dell'attività teatrale di Lambertini. ''Niente piu' teatro dopo la sua morte - ha confermato il regista - ma la sua voce si sente nel film, è un omaggio dedicato a lei”.
Tertio Millennio è il primo festival realizzato con il Patrocinio del Vaticano e organizzato dalla Rivista del Cinematografo - Fondazione Ente dello Spettacolo. In collaborazione con i Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali e con il contributo della Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’11. Edizione presenta dodici titoli che, tra lungometraggi, corti e documentari, mette in scena il tema della “Identità e disgregazione dell’uomo contemporaneo.

13/12/2007, 14:12