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Dichiarazione di Marco Pasquini sul film Saloon al-Fidah


Il regista parla del suo film girato a Beirut (Libano) tra il 2005 ed il 2006.


Dichiarazione di Marco Pasquini sul film Saloon al-Fidah
Una immagine del film Saloon Al-Fidah
Il documentario, come il precedente “Incontri” e l’installazione audiovisiva “Il paese segreto”, fanno parte di un più esteso progetto di documentazione a lungo termine sul Gaza Hospital a Beirut, in Libano.
Il Gaza Hospital è stato fino al 1985 il più prestigioso ospedale della Mezzaluna Rossa Palestinese in Libano, uno dei punti di forza della politica sociale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (O.L.P.). Sito a Sabra, accanto al campo profughi palestinese di Chatila, ha rappresentato una struttura di fondamentale importanza per la costituzione in Libano di uno Stato senza Terra da parte della rivoluzione palestinese.
La sua collocazione urbanistica e l’imponente struttura architettonica lo hanno reso nel tempo oggetto e testimone degli eventi che hanno segnato la storia dei profughi palestinesi in Libano, soprattutto nel periodo tra l’invasione israeliana del Libano nel 1982 e il massacro di Sabra e Chatila, fino al successivo assedio dei campi palestinesi da parte delle milizie di Amal, noto come “guerra dei campi”. Il Gaza Hospital ha continuato la sua attività anche nei momenti più difficili e sotto i bombardamenti più intensi, fino a quando è stato occupato da Amal che ne ha fatto una postazione di tiro su Chatila bruciandolo e depredandolo di ogni sua attrezzatura, rendendolo definitivamente inutilizzabile. Il vecchio ospedale è stato successivamente occupato da numerose famiglie palestinesi che avevano perso la loro casa e che, dopo quasi venti anni, ancora lo abitano rendendolo di fatto un campo profughi sviluppato in verticale. Queste vicende rendono il Gaza Hospital una straordinaria metafora della storia dei profughi palestinesi nonché un forte simbolo di resistenza.
La prima parte del progetto prevede la realizzazione di un documentario sul Gaza Hospital che ne ripercorre la storia dalla nascita ai giorni nostri. Una seconda parte prevede la costituzione di una archivio della memoria orale, la raccolta di un vasto numero di interviste degli abitanti del vecchio ospedale. L’intero progetto, dopo quasi due anni di lavoro, non ha ancora trovato alcuna forma di finanziamento, è completamente autoprodotto e si regge sullo sforzo e l’autofinanziamento di un gruppo di lavoro di professionisti del cinema.

Marco Pasquini

12/12/2006