Sinossi *: Marco Cavallo - il gigantesco cavallo blu di cartapesta che nel 1973 sfondò i cancelli del manicomio di Trieste - torna in viaggio. Questa volta attraversa l'Italia per portare la sua carica visionaria davanti ai CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio: i campi di internamento dove migliaia di persone sono detenute senza aver commesso alcun reato. Un road movie collettivo che intreccia la potenza simbolica di un'icona della liberazione con le voci, i volti e i silenzi di chi oggi lotta
contro l'invisibilità della deportazione.
Note:
Marco Cavallo Libera Tutti è realizzato da un collettivo di 15 cineasti e cineaste italiani, tra documentaristi, montatori e formatori, i cui lavori sono stati selezionati e premiati in festival come Venezia, Berlinale, IDFA, CPH:DOX, Biografilm, Festival dei Popoli e Visioni dal Mondo. Il progetto nasce da un'idea di Giovanni Cioni, che nel 2025 ha coinvolto altri cineasti nel viaggio di Marco Cavallo davanti ai CPR italiani, trasformandolo in un'esperienza di road movie collettivo e polifonico.
NOTE DI REGIA
Il film rifiuta uno sguardo unico o totalizzante sui CPR, luoghi di sospensione del diritto e della visibilità, scegliendo invece una struttura frammentata e plurale: ogni cineasta ha seguito una o più tappe del viaggio, lavorando in autonomia secondo la propria sensibilità. Marco Cavallo è il filo che attraversa il racconto, un corpo collettivo che porta con sé una memoria storica di liberazione mettendola in dialogo con le nuove forme di internamento. La fase finale di montaggio diventa un atto politico e creativo che mette in relazione i diversi sguardi, senza cercare una sintesi pacificante: il film vuole restituire non una verità unica sui CPR, ma una costellazione di domande, attivando uno spazio di pensiero in cui lo spettatore sia chiamato a prendere posizione.