Sinossi *: La vita di due bambini, fratello e sorella, viene stravolta dalla separazione dei genitori e dalla partenza del padre, un funambolo. Si spostano per seguire gli spettacoli del padre con i quali tutta la famiglia si sostiene. Quando non sono in viaggio una cascina mezza diroccata, circondata dalle campagne, è la loro casa e, nonostante somigli più a un deposito di rottami, è per i due bambini un luogo felice. Per loro non è possibile percepire o capire cosa sta scuotendo il futuro della loro famiglia. Da un giorno all’altro il padre scompare dalle loro vite, abbandonandoli. Come risvegliati da un sogno, i due bambini si ritrovano a vivere in una nuova casa, un appartamento in città, con la mamma rimasta sola a occuparsi di loro. Niente più giochi nei prati tra le roulotte, niente più raccolte delle offerte con il cappello dopo gli applausi. Da quel momento un vuoto, uno spazio bianco prende forma intorno a loro quando il ricordo del padre e le domande riguardo alla sua partenza assalgono le loro menti innocenti. Come un’interferenza, il padre appare loro nei cieli, sopra i tetti, seduto su un filo invisibile, e con il suo bilanciere appoggiato sulle gambe li saluta rimanendo lontano. La madre, amorevole e concreta, li accompagna nel dolore di un abbandono nonostante l’impenetrabile senso di solitudine provato dai piccoli. È grazie a lei che la famiglia si riunirà ancora una volta. Dopo un viaggio in macchina raggiungono finalmente la città in cui il funambolo si esibisce. L'esibizione sublime del funambolo meraviglia loro come l'intera folla sotto di lui che, a bocca aperta, guarda verso il cielo. La magia dello spettacolo però si dissolve quando tutti e quattro si ritrovano seduti a un tavolo, interagendo goffamente. Il senso di inadeguatezza di un rapporto deteriorato ha la meglio sui bambini che, infilandosi sotto il tavolo, si ritrovano, soli in un mondo di adulti, ma insieme come fratelli. L’ammirazione per quel padre irraggiungibile quanto straordinario li seguirà sempre, anche quando guardando casualmente fuori dalla finestra della scuola, sospeso sui tetti delle città, ci sarà il papà a salutarli... da lontano.