Sinossi *: Un lavoro che offre uno spaccato non solo sulle condizioni materiali delle periferie, ma innanzitutto sulle lotte che le attraversano, spesso affidate alle donne: un cambiamento che passa attraverso le loro mani, le loro parole, la loro capacità di tenere insieme famiglie, quartieri, comunità.
Girato a partire dal quartiere di Torrevecchia, tra le strutture ATER e gli spazi di vita condivisa, "Le lacrime di Maria" attraversa Roma seguendo un filo narrativo preciso: il materno come principio simbolico e politico. Non solo relazione tra madre e figlio, ma archetipo di protezione e conflitto, luogo di appartenenza e frattura. Il quartiere stesso diventa grembo urbano: accoglie, custodisce, mette alla prova.
In dialogo ideale con Pier Paolo Pasolini e la sua Mamma Roma, il documentario ricerca le “Mamma Roma” contemporanee: donne che abitano la complessità del presente, ma anche figli e figlie che riscrivono il proprio rapporto con la città. La maternità si espande oltre la dimensione privata e diventa categoria collettiva, principio di solidarietà che spesso supplisce alle carenze strutturali.
Lontano dai cliché del degrado, il film costruisce un racconto corale che restituisce parola agli abitanti. Le periferie emergono come laboratori di trasformazione culturale e sociale, territori in cui migrazioni, sogni e nuove identità si intrecciano. In questo contesto l’arte, e in particolare la musica rap, diventa spazio generativo: un grembo simbolico attraverso cui i giovani elaborano conflitti, producono linguaggi, immaginano futuro.