Sinossi *: La tragedia della seconda guerra mondiale ha portato ad una decisione inedita nella storia: da ogni schieramento è emerso chiaro un “mai più” alla guerra. E se è vero che da allora non ci sono più state guerre (per come sono sempre state conosciute, ovvero con dichiarazioni ufficiali, stati che esplicitamente invadono altri stati e così via) è anche vero che I conflitti sono tutt’altro che cessati, indicati ora come “operazioni speciali”, “esportazione della democrazia”, “forze di polizia”, “lotta al terrorismo”.
Sempre di più in questi conflitti, gli organi sovranazionali che dovrebbero garantire una risoluzione pacifica e diplomatica dei conflitti (ONU) e gli stati democratici del “primo mondo” che dovrebbero garantire tali risoluzioni pacifiche (USA, EU, ecc) si rivelano sempre più inefficaci, inadempienti, inermi, bloccati in un perenne stallo diplomatico che preferisce non prendere posizioni e non intervenire. Dalla yugoslavia al Ruanda, fino alla striscia di Gaza. L’impegno e l’ideale pacifista viene sempre più annacquato, diluito, reso inefficace dal timore di infastidire alleanze di comodo e interessi commerciali o geopolitici.