Festival del Cinema Citta\' di Spello


Sinossi *:
Ellis, ex scrittore di horror pulp, compie un rituale oscuro per incarnare il protagonista dei suoi romanzi. Il tempo si inverte, i confini tra realtà e finzione si dissolvono.

Cast

Interpreti:
Samuele Ferri (Ellis Mayem)

Soggetto:
Manfredi M. Destro

Sceneggiatura:
Manfredi M. Destro

Musiche:
Gabriele Rossi (IV)

Montaggio:
Manfredi M. Destro

Scenografia:
Ilaria De Cecchi

Fotografia:
Rebecca Minerali

Suono:
Vito Mangialardi (Sound Design)
Dalila Lorusso (Foley Artist)
Giovanni Claudio D’Alonzo (Mixi e Mastering)

Produttore:
Laura Zaupa

Voce Femminile:
Maria Vittoria Casarotti Todeschini

Produttore Esecutivo:
Riccardo Fabris

Produttore Esecutivo:
Elena Carnio

Gaffer:
Giulia Menaspà

Trucco:
Sara Selvestrel

Acconciature:
Sara Selvestrel

Drone Shots:
Raffaele Morandi

VFX:
Sebastiano Torresan

Color Grading:
Lorenzo Mariotti

Color Correction:
Lorenzo Mariotti

NOTIZIE 'Lamenti Siderali'



Note:
Terza opera della “trilogia della solitudine” del regista Manfredi M. Destro. Il film è stato concepito come “una poesia per schermo”, privilegiando la sperimentazione formale e la ricerca estetica rispetto alla narrazione lineare.

NOTE DI PRODUZIONE
"Lamenti Siderali" rappresenta una sfida produttiva quanto artistica, ovvero realizzare cinema d’autore con risorse minime ma massima ambizione creativa.
Con un budget di soli 500 euro, abbiamo dovuto fare della limitazione una risorsa. Il buio non è solo una scelta estetica, ma anche produttiva perché ci ha permesso di costruire mondi complessi con mezzi essenziali. Ogni inquadratura è stata meticolosamente pianificata per ottimizzare tempi e risorse.
La raccolta fondi e il supporto della comunità culturale bellunese sono stati fondamentali.
Abbiamo lavorato con una troupe ridottissima ma appassionata, privilegiando la qualità del lavoro rispetto alla velocità di esecuzione. Non ci interessava “portare a casa” giornate di riprese, ma costruire ogni scena come un’opera d’arte.
Questo film dimostra che il cinema indipendente italiano può ancora sperimentare, rischiare, cercare un linguaggio proprio senza compromessi. È un atto di resistenza culturale tanto quanto un’opera cinematografica.

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