Sinossi *: "Katharsis" è il processo di liberazione di un peso che Diego, il protagonista, si porta avanti fin dai primi anni dell’adolescenza.
Racconta infatti la storia del periodo in cui ad aiutarlo c’era solo una compagnia di amici, che condividevano tra loro i vari problemi familiari e le frustrazioni. Oltre ad ascoltarsi, però, erano soliti sfogarsi; inizialmente con qualche ragazzata, poi crescendo entrarono in vere e proprie attività criminali. Le conseguenze furono diversi arresti, depressione tra i membri del gruppo e dipendenza dalle droghe, che peggiorarono la situazione e portarono uno di loro al suicidio all’interno di un carcere. Era il migliore amico di Diego: il fatto lo segnò tanto da fargli capire di dover cambiare strada. Così negli anni riuscì a uscire da questa situazione, con l’aiuto di un percorso psichiatrico. Ora in lui rimane molta rabbia da sfogare, tramite la boxe e il rap, in cui racconta la parte più cruda di sé, per far sentire la sua voce. Più tardi tornò anche a frequentare il liceo, dove incontrò un ragazzo di cui potersi fidare e poter raccontare apertamente il suo passato.
Così facendo, però, il dolore di Diego venne assorbito dall’amico, che capì di dover fare qualcosa per aiutarlo e propose a Diego di girare insieme un documentario, che permettesse al protagonista della storia una liberazione di fronte alla telecamera, e al regista di condividere con qualcuno la propria empatia.
Note:
Realizzato con il coinvolgimento degli Istituti Scolastici IS “Einaudi-Scarpa” di Montebelluna, Liceo “Veronese” di Montebelluna.
Questo film è stato realizzato nell'ambito del progetto "Beauty Storytellers. Seconda Edizione" con l'obiettivo di coinvolgere studenti e studentesse dalle primarie alle secondarie e stimolare in loro lo sguardo e l'immaginazione per farli diventare narratori di bellezza: bellezza dei luoghi, delle persone, delle relazioni.
NOTE DI PRODUZIONE, ASSOCIAZONE COMBINAAZIONI
Beauty Storytellers nasce nel contesto di CombinAzioni festival, iniziativa che da anni porta a Montebelluna e dintorni artisti e ospiti da tutta Italia e crea inneschi culturali. Dall’intenzione di coinvolgere maggiormente le scuole nel festival, nonché dalle idee e dalle relazioni sviluppatesi dal festival, ha preso vita la prima edizione del progetto nel 2022, che ha avuto ricadute sociali, culturali ed educative andate ben oltre le aspettative iniziali.
Grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, Beauty Storytellers ha coinvolto 9 scuole primarie e secondarie di Montebelluna, Trevignano, Volpago e Crocetta (TV) in un percorso formativo e laboratoriale nell'audiovisivo centrato sul tema della cura. Circa 1600 studenti hanno partecipato a lezioni sul linguaggio cinematografico, proiezioni, laboratori e masterclass, con il coordinamento artistico del regista Marco Zuin.
Il progetto ha portato alla realizzazione del cortometraggio “La bicicletta”, dei documentari “Katharsis”, “La mia mongolfiera” e “Onde di memoria” e di 17 animazioni in stop-motion. Le opere sono state scritte, dirette e interpretate da studenti delle scuole superiori durante masterclass di alta formazione e laboratori di produzione e post-produzione cinematografica. La colonna sonora del cortometraggio di finzione è stata composta ed eseguita da studenti delle scuole secondarie di primo grado nel corso di laboratori di produzione musicale, mentre gli studenti delle scuole primarie hanno realizzato 17 animazioni nell’ambito di attività laboratoriali di animazione con tecnica di stop-motion. Un’esperienza che ha stimolato lo sguardo e l'immaginazione per far diventare gli alunni narratori di bellezza (“beauty storytellers”).
Durante il laboratorio di documentario, abbiamo esplorato il linguaggio cinematografico applicato alla realtà, analizzando le principali tecniche narrative e visive utilizzate per raccontare storie vere, eventi o tematiche di interesse sociale e culturale. Ci siamo concentrati poi su tematiche personali e attuali che potessero interessare gli studenti del progetto Beauty Storytellers al fine di elaborare dei soggetti originali. La forma di studio principale, e scopo produttivo del corso, è stato il cortometraggio documentario d’autore o di video-arte. L’obiettivo formativo del corso era quello di sviluppare una maggiore consapevolezza critica nei confronti dei contenuti audiovisivi e acquisire competenze di base per la realizzazione di un documentario di creazione, offrendo strumenti per una nuova e più coraggiosa interazione con la realtà.
Gli studenti si sono cimentati con successo nell’impresa di interagire con temi personali, familiari o di tipo sociale per raccontare la propria realtà con originalità e discrezione. Da questa fase di ricerca sono emersi tre soggetti vincenti che sono stati realizzati dagli studenti stessi, utilizzando in tutti e tre, oltre a riprese sul campo, preziosi materiali d’archivio inediti, appartenenti alle proprie famiglie. Temi come il fallimento, la rabbia, l’identità, la scuola e molti altri sono stati al centro delle riflessioni che si sono trasformate, dopo mesi di laboratorio, in un desktop documentary, un documentario d’osservazione e un saggio cinematografico. La parte che più ha coinvolto i giovani è stata il montaggio, perché è attraverso questa fase di riscrittura creativa che gli studenti hanno visto prendere forma le loro storie. La dinamica di gruppo ha inoltre accentuato una micro forma di coesione sociale e di comprensione della realtà anche per gli studenti non coinvolti nella fase di riprese.
L’idea di destinare tutto questo percorso agli studenti è emersa dall’ambizione di creare un progetto duraturo nel tempo, in cui i più giovani possano sperimentare possibilità creative ed espressive altrimenti precluse in un territorio di provincia. Crediamo che Beauty Storytellers sia anche la dimostrazione dei significati che un festival può avere per una comunità: non si tratta solo di un insieme di eventi in pochi giorni, ma è un progetto che a tutti gli effetti crea legami, stimoli e iniziative durante tutto l’anno, come un ponte tra un’edizione e quella successiva. Infine, lavorare con gli studenti significa anche coinvolgere le generazioni più giovani in un festival che, nato nel 2015 da un gruppo di diciottenni, ora a oltre dieci anni di distanza sceglie di avere un focus anche per gli adolescenti di oggi.