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Eccellentissima Strega


Regia: Marta La Licata, Fedora Sasso
Anno di produzione: 2014
Durata: n.d.
Tipologia: documentario
Genere: etnologico/sociale
Paese: Italia
Produzione: RAI Educational
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Eccellentissima Strega

Sinossi: Ginevra, Orsolina, Lucia, Margherita e Giovanna. Chi sono queste donne? Sono vedove, guaritrici, erbarie e ostetriche, che furono accusate di fare malefici e sortilegi. “Masca”, “lamia” o “janara”. Nomi diversi per una stessa figura: la strega. Rai Storia parte dai documenti custoditi nell’Archivio di Stato di Modena per raccontare, attraverso i verbali processuali, le storie di tre donne vissute nei territori tra Modena e Bologna, in un arco di tempo che va dal 1539 al 1636. Tre donne finite tra gli ingranaggi del Tribunale dell’Inquisizione con l’accusa di stregoneria, sortilegi e maleficio. Si tratta di un patrimonio documentale ricchissimo che permette di entrare in tutte le fasi della caccia all’eresia: le testimonianze dei delatori, la detenzione delle imputate, gli interrogatori serrati degli inquisitori, le torture, l’abiura e il pentimento finale. Le accuse di stregoneria, nel fondo dell’Inquisizione dell’Archivio di Modena, riguardano essenzialmente donne ritenute pericolose agli occhi della comunità in cui vivono. “La macchina della paura verso le donne è una macchina che non è mai morta, - spiega lo storico Adriano Prosperi, esperto di Inquisizione - la dominanza maschile sull’universo della nostra cultura ha portato con sé un margine di paura nei confronti dell’indomabile differenza naturale e culturale delle donne, delle escluse che adesso cercano, con tutti i mezzi che la storiografia può offrire, di recuperare quei mondi perduti”. È anche lo scontro tra due mondi: uno colto e ortodosso che si esprime in latino e ricerca ogni forma di dissidenza, ed uno popolare, che risponde in lingua volgare, in cui si tramandano i saperi e le superstizioni. A ricostruire i tre casi intervengono gli storici Adriano Prosperi, Vincenzo Lavenia, Grazia Biondi, Gian Luca D’Errico e Matteo Duni, un modo per riflettere sulla storia delle donne e sulle origini dei pregiudizi attorno alle figure femminili considerate destabilizzanti per l’ordine sociale.

Ambientazione: Provincia di Modena / Provincia di Bologna

Note:
Il filmato è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca storico-archivistica “Il confine che non c’è. Bolognesi e Modenesi uniti nella terra di mezzo” ideato in collaborazione tra l’Archivio di Stato di Modena, il Comune e il Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto.
Le protagoniste:
- ORSOLINA detta la Rossa di Sasso Rosso, è una ladra di bestiame accusata di praticare riunioni diaboliche, di apostasia e stregoneria. Abita sull’Appennino tosco-emiliano e viene torturata con i carboni ardenti nel castello di Montecuccolo. Il processo, del 1539, contiene ricche descrizioni del Sabba, lo striazzo come lo chiama Orsolina, e rappresenta perciò un documento storico prezioso per comprendere la diffusione delle accuse e dell’immaginario stregonesco. Orsolina, torchiata dall’inquisitore racconta della sua invocazione diabolica “Che il diavolo sia in mio potere ed io in suo dominio e sbatto il bastone a terra e tre volte invoco il diavolo in questo modo: “o diavolo vieni da me, o diavolo vieni da me, o diavolo vieni da me”.
- GINEVRA GAMBERINI è una vedova, etichettata sui registri come meretrice. Nel 1604 viene accusata, dalla famiglia del marito, di possedere formule magiche per praticare sortilegi d’amore, reato di competenza dell’Inquisizione a partire dal 1586. I delatori consegnano all’inquisitore una prova del reato: la formula per realizzare un incantesimo d’amore “Ad amore, - recita il sortilegio - scrivi questi caratteri et mételi sotto la stagionata della porta dove si da da passar le persona che se lo farai, questa persona passata che detta persona se và di sopra ai detti caratteri tolle via subito et portali addosso che tu vedrai cosa mirabile et provata…”.
- LUCIA BERTOZZI, detta la Bartolina, originaria di Faenza, è una levatrice. Vive a Crevalcore, un paesino tra Modena e Bologna, ma la comunità locale sospetta di lei e delle insolite pratiche di guarigione che mette in atto. Lucia è una delle guaritrici che posseggono conoscenze empiriche del corpo femminile, assistono alle nascite e conoscono metodi di contraccezione e fertilità. Un bagaglio di conoscenze che rappresenta un potere, un potere da cui la chiesa non vuole sentirsi esclusa. Il vicario del luogo, durante la raccolta delle deposizioni, la definisce una “eccellentissima strega”.


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