Sinossi *:
Toscano doc, Antonio Berti nasce i primi del ‘900 in una località immersa nella campagna, in alto Mugello, e cresce a Cascina di Val Fiorana (a pochi chilometri da Colle di Vespignano, località natale di Giotto). La sua famiglia, dedita all’agricoltura e alla pastorizia, è estremamente umile, abituata alle asperità del lavoro nella campagna e sebbene dia al piccolo Antonio un’istruzione di base, non vede di buon occhio la sua propensione artistica, che si manifesta fin dalla tenera età. Ma il talento si dimostra essere più forte di un destino apparentemente già segnato. Antonio Berti, grazie ad un incontro fortunato, riesce a frequentare l’Istituto d’Arte di Firenze dove incontra il maestro Libero Andreotti. Negli anni Trenta realizza alcune delle sue sculture più celebri come Il risveglio (1933), Paola Ojetti (dedicata alla figlia dello scrittore Ugo Ojetti, 1934-35), Barbara Hutton (1938), Ugo Foscolo (1938), opera collocata nella basilica di S. Croce a Firenze. Nel secondo Dopoguerra dedica un suo noto monumento a Alcide De Gasperi, collocato a Trento, mentre un monumento che raffigura Giuseppe Mazzini campeggia oggi, imponente, nell’omonimo viale fiorentino.
Ad Antonio Berti è dedicata una Fondazione, che conserva molte delle sue opere, situata a Sesto fiorentino, cittadina nella quale l’artista si trasferisce a vivere una volta sposato. Nel documentario, è il figlio Giovanni Berti a condurre lo spettatore a conoscere la vita, le opere e il pensiero del padre Antonio, e che ha fatto sua la missione di trasmettere alle generazioni future la bellezza e la grandezza delle sue opere.

Cast


Musiche:
Marco Bucci

Fotografia:
Francesco Ritondale

FOTO


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