I viaggi di Roby
locandina di "Non è Mai Troppo Tardi"

Cast

Interpreti:
Claudio Santamaria (maestro Manzi)
Nicole Grimaudo (Ida)
Gennaro Mirto (Ricotta)
Andrea Tidona (Galbiati)
Roberto Citran (Gianluigi Bedon)
Emanuela Grimalda (direttrice scuola)
Lucia Mascino (Maria Grazia Puglisi)
Giorgio Colangeli (direttore carcere)
Edoardo Pesce (Eugenio Berti)
Marco Messeri (Volpicelli)
Francesco Marchioro (Felice adulto)
Alberto Molinari (Nazareno Padellaro)
Raffaele Vannoli (guardia carceraria)
Moisé Curia (Marcello)
Lorenzo Guidi (Felice)
Alessandro Di Natale (Tommaso)

Soggetto:
Claudio Fava
Monica Zapelli

Sceneggiatura:
Claudio Fava
Monica Zapelli
Giacomo Campiotti

Musiche:
Stefano Lentini

Montaggio:
Roberto Missiroli

Costumi:
Maria Rita Barbera
Gaia Calderone

Scenografia:
Sonia Peng

Fotografia:
Fabrizio Lucci

Aiuto regista:
Barbara Daniele

Produttore:
Angelo Barbagallo
Fabrizio Zappi (Rai)

Organizzazione generale:
Luciano Lucchi

Direttore di produzione:
Giacomo Centola

Non è Mai Troppo Tardi


Regia: Giacomo Campiotti
Anno di produzione: 2014
Durata: 100' x 2
Tipologia: film-tv
Paese: Italia
Produzione: Bibi Film TV; in collaborazione con Rai Fiction
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: DV, colore
Ufficio Stampa: Viviana Ronzitti
Titolo originale: Non è Mai Troppo Tardi

Recensioni di :
- NON E' MAI TROPPO TARDI - La Lezione del Maestro Manzi

Sinossi: Alberto Manzi è un ragazzo di vent’anni, quando decide di fare il maestro. Sono i giorni concitati della ricostruzione e ognuno ha la propria ricetta per tornare a dare dignità al nostro paese.
Per Alberto l’Italia si cambia cominciando dai ragazzi, educandoli a essere liberi. Ma per lui, aspirante maestro senza raccomandazioni, in quell’autunno del 1946, non ci sono cattedre disponibili.
Tranne una, quella che non vuole nessuno, in una “scuola” che non è proprio una scuola: il carcere minorile di Roma “Aristide Gabelli”.
Manzi si ritrova in uno stanzone senza cattedra né banchi, davanti a novanta ragazzini, dai nove ai diciassette anni, che hanno già fatto scappare altri quattro insegnanti. Il direttore del carcere è abituato all’altalena dei docenti, e molti di quei ragazzi li conosce da anni.
Chi entra in un carcere, ci ritorna, è una delle leggi della vita. Una di quelle leggi che Alberto si rifiuta di pensare ineluttabili.
Giorno dopo giorno Alberto sfida l’ostilità dei suoi alunni e la rassegnazione del direttore.
La pedagogia diventa una materia viva che si improvvisa ogni giorno. Non ha paura Manzi, di sfidare per i suoi ragazzi le regole del carcere che vietano di portare libri, penne e matite...

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