I viaggi di Roby
locandina di "L'Allenatore nel Pallone 2"

Cast

Interpreti:
Lino Banfi (Oronzo Canà)
Giuliana Calandra (Mara Canà)
Biagio Izzo (Fedele)
Anna Falchi (Gioia Desider)
Stefania Spugnini (Michelina)
Alessandro Bonanni (Oronzino)
Maurizio Casagrande (Cherubini)
Max Parodi (Brambilla)
Andrea Pucci (Willy)
Emilio De Marchi (Ramenko)
Andrea Roncato (Bergonzoni)
Ilaria D'Amico (Sè Stessa)
Giampiero Mughini (Sè Stesso)
Alessandro Del Piero (Sè Stesso)
Gianluigi Buffon (Sè Stesso)
Francesco Totti (Sè Stesso)
Amedeo Goria (Sè Stesso)
Alberto Gilardino (Sè Stesso)
Urs Althaus (Aristotoles)
Carlo Ancelotti (Sè Stesso)
Carlo Mazzone (Sè Stesso)
Luciano Spalletti (Sè Stesso)
Alberto Piccinini (Sà Stesso)
Claudio Lotito (Sè Stesso)
Luca Toni (Sè Stesso)
Roberto Pruzzo (Sè Stesso)
Francesco "Ciccio" Graziani (Sè Stesso)
Giorgio Alfieri (Luisini)
Massimo Bagliani (Prete)
Milo Coretti (Burrai)
Cynthia Kanza (Anna)
Joanna Cecylia Moskwa (Myra)
Mirko Da Cruz Evora (Caninho)
Gemelli Fabrizio e Francesco Ceccarelli (I Gemelli)
Alessandro Caroppo (Capo Ultrà)
Ivano Niosi (Operatore TV Gioia)
Cristiano Militello (Se Stesso)
Little Tony (Se Stesso)
Fulvio Collovati (Se Stesso)
Giancarlo Antognoni (Se Stesso)
Alberto Aquilani (Se Stesso)
Cristian Brocchi (Se Stesso)
Gianluca Curci (Se Stesso)
Daniele De Rossi (II) (Se Stesso)
Massimo Oddo (Se Stesso)
Massimo Mauro (Se Stesso)
Mario Sconcerti (Se Stesso)
Marco Civoli (Se Stesso)
Marco Amelia (Carabiniere 1)
Fabio Galante (Carabiniere 2)
Michele Baldi (Se Stesso)
Anna Billò (Se Stessa)
Caterina Cimmino (Se Stessa)
Francesco Gesualdi (Se Stesso)
Alberto Mandolesi (Se Stesso)
Pantaleo Longo (Speaker)
Corrado Oddi

Soggetto:
Sergio Martino
Luciano Martino
Luca Biglione
Romolo Guerrieri
Franco Verucci

Sceneggiatura:
Sergio Martino
Lino Banfi
Luciano Martino
Luca Biglione
Romolo Guerrieri
Franco Verucci
Riccardo Cassini

Musiche:
Amedeo Minghi

Montaggio:
Eugenio Alabiso
Alberto Moriani

Costumi:
Valentina Di Palma

Scenografia:
Fabio Vitale

Effetti:
Pasquale Di Viccaro
Stefano Marinoni

Fotografia:
Bruno Cascio
Giancarlo Ferrando

Suono:
Stefano Di Fiore
Claudio Spinelli
Piero Parisi

Aiuto regista:
Luigi Spoletini
Stefano Anselmi

Produttore:
Mino Loy
Luciano Martino
Marco Poccioni
Marco Valsania

L'Allenatore nel Pallone 2


Regia: Sergio Martino
Anno di produzione: 2008
Durata: 108'
Tipologia: lungometraggio
Genere: commedia/sportivo
Paese: Italia
Produzione: Vip Media, Dania Film, Rodeo Drive; in collaborazione con Medusa Film, Sky Cinema
Distributore: Medusa Distribuzione
Data di uscita: 11/01/2008
Ufficio Stampa: Studio Lucherini Pignatelli
Titolo originale: L'Allenatore nel Pallone 2

Sinossi: Oronzo Canà, mister della mitica Longobarda, pur se a malincuore, non allena più da vari anni. Ora ha un’azienda agricola e produce olio d’oliva assieme alla sempre aristocratica moglie Mara, al nipote Oronzino, genio del computer, alla poco attraente figlia Michelina, e al genero Fedele, impenitente latin lover.
Dalla sua azienda agricola, Canà può solo sognare di allenare una squadra, ma una sera...l’ex mister è invitato ad una trasmissione sportiva.
La Longobarda è appena stata promossa in Serie A, non per meriti sportivi, ma per inadempienze finanziarie della sua diretta concorrente.
Canà è stato invitato come testimone della “mitica” Longobarda di venti anni fa...
Durante il talk show, un giornalista si ricorda che allora, nonostante Canà fosse riuscito a salvare la squadra dalla retrocessione, venne esonerato. Messo alle strette, Canà rivela il vero motivo di quell’esonero: nel vincere l’ultima partita, quella che aveva permesso la permanenza della Longobarda in serie A, Canà disubbidì ad una richiesta del vecchio presidente Borlotti, che voleva retrocedere in serie B perché non riusciva a reggere i costi della serie A. Con questa sua dichiarazione, Canà diventa il primo testimone diretto di scomode verità sul calcio: ammissioni così chiare, infatti, non ci sono state neanche durante i recenti scandali calcistici. Dopo quelle dichiarazioni, invano controbattute dal figlio di Borlotti, Walter che ora amministra la Longobarda assieme ad un socio russo Ivan Rameko, Canà ritorna alla vita di sempre…
Ma un giorno le guardie del corpo di Ramenko (personaggio ambiguo, in odore di mafia russa) lo prelevano da casa e lo portano, in elicottero, fino al campo della Longobarda. Canà teme una ritorsione da parte dei dirigenti della Longobarda: la società è stata recentemente quotata in borsa e le sue dichiarazioni hanno provocato un crollo delle azioni. Inaspettatamente, invece, Borlotti e Ramenko gli propongono di allenare la squadra nel prossimo campionato Serie A. Vogliono darsi un’immagine di specchiata onestà e chi più di Canà può garantire ciò?
Canà accetta e si trasferisce, pieno di entusiasmo, nel Nord Italia.
Il Mister si accorge però ben presto di quanto il calcio sia cambiato rispetto ai suoi tempi: c’è l’invadenza degli sponsor, i calciatori si presentano agli allenamenti con le veline di turno, quelli stranieri con gli interpreti...
Anche il linguaggio è cambiato: una volta c’erano i terzini e il contropiede, ora i laterali e le ripartenze…
Anche molti tifosi non son più gli stessi. Canà se ne accorge quando scopre che un gruppo di ultras contesta la squadra solo per ricattare la dirigenza che ha tolto loro la vendita di magliette e budget della squadra…
Comunque Canà è onorato dalla possibilità di sedere nuovamente su una panchina di serie A, tanto più che Borlotti e Ramenko gli promettono importanti acquisti…
Ma il mister commette l’ingenuità di rivelarlo ai giornalisti… E’ proprio quello che i due dirigenti speravano: la notizia dei nuovi acquisti aumenta il valore delle azioni della società…
Poi, con una scusa, gli acquisti sono rimandati al mercato di gennaio, a parte Kiku, uno sconosciuto giocatore giapponese, una vera e propria schiappa con cui, tra l’altro, Canà ha dei insormontabili problemi linguistici.
Alla fine da questi giochini mediatici a guadagnarci sono solo Barlotti e Ramenko che si arricchiscono vedendo e ricomprando azioni al momento giusto…
Nonostante tutto, Canà non perde il suo entusiasmo e promette di fare sfracelli anche con i giocatori a disposizione…il problema è che dopo le prime partite gli unici punti che guadagna sono… di sutura, in testa, dopo un battibecco con i tifosi…
Quella di Canà diventa sempre più una lotta tra lui e “il nuovo calcio”, o almeno i suoi aspetti peggiori, perché poi quando incontra i reali campioni come Totti, Del Piero, Buffon, allora si riappacifica con il gioco, anche se spesso ciò coincide con una goleada della squadra avversaria a suo danno.
La crisi della Longobarda è poi aggravata da alcuni problemi personali: scoperto l’ennesimo tradimento del marito, Michelina, la figlia di Canà, sale nel nord Italia ad abitare dal padre assieme al figlio Oronzino. Così il mister, pur non stimando per nulla il genero, deve darsi da fare per farlo riappacificare con la figlia, sempre in lacrime lontana da lui.
Durante la campagna acquisti invernale Ramenko e Borlotti scompaiono momentaneamente e così Canà deve prendere totalmente in mano le redini della squadra. Aiutato dal vecchio amico-manager Bergonzoni, tessera alcune vecchie glorie ormai fuori dal giro e soprattutto prende Caninho un giovanissimo campioncino brasiliano, portato in Italia da una grande squadra e poi scaricato.
Grazie a Caninho, che si rivela un vero campione e a una nuova tattica, il modulo a farfalla, elaborata da Canà con l’aiuto di Oronzino e del suo computer, la Longobarda comincia a recuperare punti.
L’arrivo di Caninho sconvolge però la vita privata di Canà: Bergonzoni rivela all’amico che il giovane campioncino è figlio di Estella una ballerina brasiliana che l’allenatore ha conosciuto molti anni prima durante una permanenza in Brasile.
E se fosse Canà il padre del ragazzino?
Canà nega di essere mai stato con Estella ma non può negare di essersi ubriacato durante una festa con lei e di non ricordare più nulla di quella notte. Se fosse accaduto allora il fattaccio?
Il problema è che queste conversazioni sono ascoltate da una giornalista pronta a tutto: Gioia Desideri che pubblica immediatamente la notizia.
Scoprire dai giornali che Canà è il padre che lui non ha mai conosciuto, sconvolge la vita di Caninho. Il giovane comincia a giocare male e se la prende con il mister, accusandolo di avere abbandonato lui e la madre per tutti quegli anni. E con Canà se la prende naturalmente anche la moglie Mara, accorsa prontamente appena saputa la notizia.
Per fortuna giunge in Italia Estella, la madre del ragazzo che chiarisce tutto. E’ vero: il padre che Caninho non ha mai conosciuto è un italiano, ma non è Canà. Tra lei e il mister non è mai successo nulla.
Intanto, però Borlotti e Ramenko, tornati in Italia vengono arrestati. Si scopre solo ora qual’era il loro piano: intascare tutti i soldi possibili, incassi, diritti tv, prevendere i giocatori migliori, speculare in borsa… insomma svuotare la società di tutto il suo valore, arraffare il possibile e scappare come appunto stavano cercando di fare.
La Longobarda non ha più una dirigenza né un soldo.
Canà depresso, alla vigilia dell’ultima partita,decisiva per la permanenza in serie A, sta per dimettersi ma il piccolo Oronzino lo convince a combattere fino alla fine, in nome dei veri valori del calcio.
Canà così convince i giocatori a scendere in campo non per i soldi che non avranno mai, ma per salvare l’onore. La partita decisiva comincia male: la Longobarda incassa un goal, un altro….. Finalmente Canà si rende conto che un paio di suoi giocatori si sono venduti la partita: li mette fuori squadra, carica il gruppo, si chiarisce definitivamente con Caninho….
La Longobarda recupera i goal subiti e all’ultimo minuto vince con un goal del giovane brasiliano. E’ ancora Serie A. Il calcio dei valori e della passione ha vinto contro quello degli interessi e delle plusvalenze. Ancora una volta, grazie ad Oronzo Canà.

Sito Web: http://www.medusa.it/allenatorenelpallone2

Note:
"L'Allenatore nel Pallone 2" è il sequel della famosa pellicola del 1984 "L'Allenatore nel Pallone" diretta da Sergio Martino. Il ruolo del protagonista Oronzo Canà era intepretato sempre da Lino Banfi. Il resto cast del film era composto da: Gigi Sammarchi (ne ruolo di Giginho) . Andrea Roncato (Andrea Bergonzoni), Urs Althaus (Aristoteles), Stefania Spugnini (Michelina), Giuliana Calandra (Mara Canà), Licinia Lentini (Sig.ra Borlotti), Camillo Milli (Presidente Borlotti), Stefano Davanzati (Speroni), Alessandro Partexano (Crisantemi) e Franco Caracciolo (Ceretti). Nel ruolo di se stessi hanno recitato i giornalisti Aldo Biscardi, Giampiero Galeazzi, Fabrizio Maffei e Nando Martellini ed i seguenti calciatori ed allenatori: Nils Liedholm, Francesco Graziani, Carlo Ancelotti, Giancarlo De Sisti, Junior, Roberto Pruzzo, Oscar Damiani, Fulvio Collovati, Odoacre Chierico, Luciano Spinosi e Zico.

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