Negli ultimi dieci anni, Virginie Efira si è affermata come una delle figure più importanti del cinema in lingua francese. Vincitrice del premio César come Migliore attrice nel 2023 per Revoir Paris (2022) di Alice Winocour, ha preso parte a numerosi progetti sorprendenti e formalmente innovativi diretti da alcuni degli autori più originali del cinema contemporaneo. Durante l’ultimo Festival di Cannes ha lasciato il segno con il ruolo di protagonista nel nuovo lungometraggio di Ryusuke Hamaguchi, Soudain, il primo...visualizza tuttoo film del regista giapponese realizzato in lingua francese e ambientato prevalentemente al di fuori del suo paese d’origine. Un ruolo per il quale Efira ha imparato a recitare in parte in giapponese e ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile. È stata inoltre presente in concorso a Cannes con Histoires parallèles (2026) di Asghar Farhadi, in cui ha recitato al fianco di Isabelle Huppert e Vincent Cassel.
Oltre ai titoli di maggiore successo, la carriera di Efira è segnata da collaborazioni che l’hanno consacrata come una delle attrici emergenti più promettenti del cinema europeo contemporaneo. In Elle (2016) e in Benedetta (2021), diretti dal regista e produttore olandese Paul Verhoeven, si è calata nei panni di personaggi complessi e provocatori, difficili da classificare in modo univoco. Sotto la direzione di Justine Triet, regista e sceneggiatrice acclamata per Anatomia di una caduta (2023), Efira si è distinta per le sue interpretazioni in Victoria (2016) e Sibyl (2019).