Note di regia di " Il Mio Nemico Immaginario"
L’idea di questo film nasce da una profonda riflessione durante un momento di noia. Quella meravigliosa sensazione in cui gli occhi fissano una piccola crepa sul soffitto, la mente ci si infila dentro ed inizia a girovagare, libera da ogni peso terrestre, libera di immaginare l’impossibile. Che poi, come diceva mia nonna, una cosa diventa impossibile solo nel momento in cui inizi a vederla come tale. Quella strega maledetta, perché lo era davvero, mi ha insegnato a vivere libera di credere in tutto, ed io non ho mai smesso di farlo. È morta presto, troppo presto, ed io vorrei farla tornare, anche solo per un istante, per farle vedere chi sono oggi anche grazie a lei. Poi, ci ripenso: e se dovesse prendermi a calci in culo perché non sono affatto tutto ciò che volevo diventare ma sono tutto ciò che detestavo? E se, davvero, qualcuno del passato di ognuno di noi, potesse tornare e ricordarci cosa volevamo diventare? I nostri sogni che abbiamo abbandonato crescendo, i nostri valori e desideri? Ed è proprio lì, sempre grazie alla noia, che la mia mente ha lasciato la terra ed è finita nel paradiso degli amici immaginari; quelle meravigliose creature a cui abbiamo affidato i nostri segreti più profondi, i nostri desideri più puri, come solo un bambino riesce a fare. E perché no, perché non far tornare uno di loro nella vita di una persona che ha dimenticato se stessa diventando qualcuno che detesta? Il rapporto che ha Leo con la fantasia, riflette quello di ogni adulto che non abbia saputo portare con sé una parte di ciò che è stato. Un errore che vedo continuamente messo in atto intorno a me. La memoria è un’arma potentissima. Il ricordare ciò che un tempo eravamo e, far capire al NOI di oggi quello che abbiamo perso lungo il cammino, sarebbe un meraviglioso regalo di Natale per ognuno.
Bhé, ecco, al mio Leo, grazie ad Emma, sono riuscita a farlo.
Antonia Liskova