THE NAMELESS BALLAD - Il nuovo film di Federico Zampaglione
Per gli spettatori più distratti,
Federico Zampaglione è soltanto Tiromancino, autore di tante hit di successo. Uno per tutti “Due destini” resa popolare dal film “Le fate ignoranti”. Per gli appassionati di cinema di genere invece Zampaglione è anche e soprattutto un regista votato al thriller e all’horror da almeno vent’anni. Da quando, con la complicità dell’allora fidanzata Claudia Gerini, il cantautore romano debuttò dietro la macchina da presa firmando “Nero bifamiliare”.
Qualcuno azzardò l’idea che fosse nato un lontano parente di Dario Argento. Peccato che tutti i buoni propositi si sono infranti strada facendo. E lo si capisce proprio guardando la sua sesta regia, “
The nameless ballad” ovvero la ballata senza nome. Va premessa una cosa però; addentrarsi nel genere giallo/thrilling/horror è sempre più difficile e rischioso. Il cinema di genere si è già espresso in mille varianti. Creare qualcosa di nuovo oramai risulta impresa impossibile. Tutto sa di de ja vu.
A Zampaglione regista va dato il merito almeno di continuare su questa strada irta di pericoli e tranelli. Nel suo ultimo film si parte dalla musica, da un concerto, da una pop star che dopo un “live” affollatissimo di fans decide di rifugiarsi in un'isolata villa di campagna. Stanco e stressato, pressato da agenti e manager che vogliono subito altre canzoni, altri successi (che ci sia anche qualcosa di autobiografico ?). Per questo Sam Gallo, il protagonista, sceglie la strada dell’isolamento da tutto e da tutti, fidanzata compresa. Appena arrivato a destinazione in compagnia del cane Elvis, fanno subito capolino i fantasmi del passato.
“C’è qualcosa di sinistro” mormora disperato la pop star interpretata da Jamie Word che fa quel che può. Peccato che di questi “sinistri” che gli fanno compagnia notte e giorno, se ne accorga dopo settanta minuti di film, ad un quarto d’ora dalla fine. E in questi settanta minuti assistiamo ad una galleria di situazioni viste e riviste, fritte e rifritte. Un metronomo che di notte scatta all’improvviso, il cane che abbaia non si sa a chi. Forse alle presenze misteriose che tornano dal passato (sono vere o sono incubi?).
E poi ancora, un armadio con un passaggio segreto, un accesso misterioso in un altro appartamento dove sembra che il tempo si sia fermato. Non mancano topi, nebbie e urla. E non poteva mancare neppure il ritrovamento di uno sparito misterioso scritto da una donna ancora più misteriosa quasi cento anni fa. Una partitura rimasta incompiuta, ovvero la ballata senza nome del titolo. Tutti questi archetipi da soli purtroppo non fanno una sceneggiatura, non bastano ad imbastire una storia che dovrebbe far saltare sulla sedia lo spettatore.
Il film scorre via senza grandi guizzi e senza grandi sorprese fino ad un finale che dire prevedibile è dire poco. Peccato, peccato davvero. Forse è il caso di cambiare genere per Federico Zampaglione. Magari confrontarsi con altri generi non sarebbe male. Magari la commedia.
31/10/2026, 16:13
Federico Berti