ALICE NELLA CITTA' 24 - “Architetture
della Visione”: Una metafora poetica
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Architetture della Visione” è un cortometraggio scritto e diretto da Marco Mingolla, dove le immagini diventano pensiero e la poesia uno strumento per interrogare la realtà. Presentato ad Alice nlla Città, il film nasce dalla collaborazione tra Italia e Croazia, con la produzione di Apulia Film Commission e Cattive Produzioni, nell’ambito del progetto europeo REEL, finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027.
Al centro del racconto c’è un’idea tanto semplice quanto inquietante: una forma di cecità che affligge gli esseri umani, non in senso fisico e letterale, ma metaforico. È una forma di cecità capace di cancellare la possibilità di immaginare. Può derivare da una fragilità profonda o da un trauma. Perché cosa resta di noi quando non riusciamo più a inventare mondi, a dare forma ai desideri, a vedere oltre ciò che abbiamo davanti? È da questa domanda che prende forma un universo a metà tra utopia e distopia, in cui il confine tra sogno, realtà, poesia e filosofia si fa sempre più sottile.
Le protagoniste sono una ragazza italiana e una croata, entrambe inserite in una residenza in cui i pazienti affrontano un percorso particolare: imparare nuovamente a immaginare. La terapia passa attraverso gesti quotidiani, esercizi apparentemente elementari, piccoli rituali che assumono progressivamente un significato più profondo. Osservare le nuvole e immaginare figure e forme corrispondenti, bere solo aranciata, riconnettersi a sé e alla natura, praticare la “terapia della poesia” e fare le ombre cinesi con le mani. Basta poco per generare un’immagine, per dare vita a qualcosa che prima non esisteva. Basta imparare a guardare in modo diverso.
La fotografia accompagna questa ricerca con grande sensibilità. Le luci dorate avvolgono gli ambienti, mentre le inquadrature, poetiche e raffinate, costruiscono una dimensione visiva ammaliante. Si ha una sensazione che oscilla costantemente tra l’inquietudine di questa residenza e la sua profonda delicatezza.
La regia di Marco Mingolla privilegia così un linguaggio evocativo, fatto di atmosfere e suggestioni. Più che spiegare, il film suggerisce. Mostra anche un tocco surreale che sembra guardare ai mondi dell’artista René Magritte. “
Architetture della Visione” è un’opera autoriale che ci ricorda che la fantasia non è una fuga dalla realtà, ma uno dei modi più profondi per comprenderla.
20/10/2026, 19:42