ALICE NELLA CITTA' 24 - "Le ragazzine stanno perdendo
il controllo. La società le teme. La fine è azzurra":
Il film sulla graphic novel di Ratigher
A quindici anni è facile perdere il controllo: sei una scheggia impazzita, troppo grande per essere una bambina e troppo piccola per essere un’adulta e allora vaghi godendo di una stranissima libertà, sperando che le regole non ti tocchino. Motta (Sara Ciocca) e Castracani (Anita Serafini), due adolescenti agli antipodi e forse proprio per questo motivo inseparabili, approfittano di questa età facendo esperimenti inusuali sulla loro libertà: dai troppi permessi che prendono per saltare le lezioni passando al loro rifiuto di essere considerate come due persone a sé stante e arrivando infine ai continui esami medici ai qualI si sottopongono. Quasi ogni giorno si presentano in ospedale o in altre strutture per fare analisi del sangue e altri esami medici, dei metodi per poter controllare un corpo che cresce e non capiscono ma anche per conoscere loro stesse più nel profondo. Questa strana abitudine però attira presto il giudizio degli adulti che le circondano e rischia di svelare qualcosa che potrebbe cambiare per sempre il loro rapporto.
Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra di Pierluca Di Pasquale, presentato in concorso nella sezione Panorama Italia alla 24° edizione di Alice nella Città, porta finalmente sullo schermo la graphic novel omonima di
Ratigher (che qui partecipa come co-sceneggiatore, oltre ad aver realizzato il poster del film). Un compito facile e difficile al tempo stesso perché sulla carta c’è già un mondo vibrante dall’immaginario molto definito a cui aderire, ma il rischio era soprattutto che l’espressività delle protagoniste e tutte le stranezze estetiche e narrative del racconto si perdessero nel passaggio allo schermo. Il film sceglie di non normalizzare la follia dell’opera di Rathiger - e in questo ci riferiamo soprattutto al suo sorprendente finale -, anche perché omologarla significherebbe perdere di vista la sua intrinseca voglia di ribellione.
La sua aderenza quasi religiosa al testo originale diventa un ostacolo solo nella storia: partendo da un fumetto di a malapena 70 pagine dall’intreccio esilissimo, nella sua versione filmica
Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra potrebbe avere l’occasione di ampliare i personaggi e il mondo attorno alle due protagoniste, ma invece si trova a correre anche quando potrebbe essere più lento e riflessivo, pur di rientrare in uno spazio che sembra aver prefissato per sé stesso. La fedeltà estetica - soprattutto nei colori partendo anche dai capelli di Castracani - è apprezzabile, ma la sceneggiatura avrebbe potuto guardare oltre i bordi delle vignette, sfruttando di più il folto e curioso cast che si ritrova tra le mani (tra i cameo anche Ema Stokholma e Geppi Cucciari).
Forse è inutile dire che in
Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra, che sarà nelle sale nel marzo 2027, a brillare sono soprattutto le due ragazzine protagoniste, ma è anche vero che non si tratta di un compito semplice:
Sara Ciocca e Anita Serafini maneggiano invece con naturalezza due personaggi peculiari come Motta e Castracani, così bizzarri e al contempo inspiegabili, trovandovi una brillante umanità. Sono logorroiche, assurde e proprio per questo specchio di una gioventù che cerca appigli dovunque e difficilmente riesce a trovarli. Sono il traino e l’ancora di un coming-of-age atipico, forse interrotto da questa fine azzurra che arriva improvvisa come una valanga, ma che porta con sé tanta spensieratezza mista a voglia di vivere orgogliosamente sopra le righe (possibilmente facendo meno esami medici).
18/10/2026, 09:02
Giada Sartori