FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI DI GINEVRA 24 - I vincitori
Sabato 17 ottobre 2026, alle 20.30 al Cinema Corso, la consegna dei premi del Concors
internazionale
FFDUL26, giunto alla sua quarta edizione. Otto film, selezionati tra circa 200 opere provenienti da tutto il mondo, hanno messo al centro le questioni legate ai Diritti Umani. Il Concorso ha invitato il pubblico a confrontarsi con realtà spesso lontane dalla nostra esperienza, dando spazio a sguardi e narrazioni capaci di aprire nuove domande sul presente.
Questi i premi assegnati per il Concorso internazionale di lungometraggi FFDUL26:
PREMIO DELLA GIURIA al MIGLIOR FILM
La giuria, composta dalla produttrice Gudula Meinzolt (Svizzera, Germania), dal curatore e programmatore cinematografico Dimitris Kerkinos (Grecia) e dalla regista Robin Petré (Danimarca), presente l’anno scorso al FFDUL con il suo film in concorso Only on Earth, ha valutato gli otto film in Concorso e ha assegnato il premio della Giuria al miglior film a "
Promised Spaces" consegnato al regista Ivan Marković, presente a Lugano per l’occasione, con la seguente motivazione Il Premio della Giuria va a un’ora che crea un’atmosfera straordinaria di società distopica, affrontando lo scontro tra diverse classi sociali e contesti. Questo film ibrido, con grande maestria e senza imporre messaggi semplicistici o univoci, ci invita a riflettere sullo stato delle relazioni umane. Al tempo stesso,
ci spinge a considerare come interferiamo con la natura, rendendo interi ecosistemi irriconoscibili. L’alienazione che attraversa tutto il film è sottolineata da un approccio visivo e compositivo eccezionale. Il Premio della Giuria per il Miglior Film va a PROMISED SPACES di Ivan Marković.
PREMIO ONG
Effondrement (Collapse) di Anat Even ha vinto il Premio ONG, assegnato anche quest’anno da Amnesty International Svizzera. Si conferma, così, la collaborazione in nome di una missione comune: promuovere e proteggere i diritti fondamentali - ovunque nel mondo. Un impegno che si fa sempre più urgente e necessario in un contesto internazionale drammatico, che vede quotidiane violazioni dei diritti umani, il cui ruolo cruciale è ciecamente messo in discussione da più parti. La giuria composta da Larissa Mettler (copresidente del Comitato esecutivo di Amnesty International Svizzera), Moira Bubola (giornalista RSI) e Jean-Marie Banderet (storico e giornalista), ha decretato che: "
Effondrement" di Anat Even racchiude più di una verità. Le sue voci e le sue immagini si uniscono come esperienze e prospettive differenti, simili ai pezzi di un puzzle, per mostrare il collasso morale di una società quando il suo esercito porta avanti l’annientamento sistematico di Gaza. Poco dopo il 7 ottobre 2023, la regista torna nel kibbutz in cui ha vissuto un tempo. Vi trova le tracce e i resti della brutale e indiscriminata violenza e della sofferenza causate dai combattenti di Hamas. Molte persone care ad Anat Even sono state uccise. Il suo sguardo si spinge oltre il villaggio, attraversa i terreni agricoli e segue il confine militarizzato fino alla vicina Gaza. Da osservatrice esterna documenta la catastrofe che si sta consumando. La sua macchina da presa si alza verso il cielo, dove gli uccelli cinguettano, apparentemente in preda al panico, accompagnati dal rumore dei bombardamenti e degli edifici che crollano. Gaza è rappresentata in lontananza. Tuttavia, pur mantenendo una certa distanza, la regista riesce a trasmettere la sofferenza dei suoi abitanti. Sono le testimonianze di una madre e di un giovane medico a offrire uno squarcio sulla realtà. Il dottor Ezzideen Shehab dice dei bambini: “Hanno gli stessi occhi, le stesse mani, le stesse gambe, la stessa grazia”. E aggiunge: “La loro unica colpa è stata quella di nascere dal lato sbagliato di una linea immaginaria”. A nome di Amnesty International, si ringrazia Anat Even per essere una voce coraggiosa: per aver messo in discussione ciò che molti nella sua comunità israeliana non osano più mettere in discussione e per aver espresso ciò che molti non osano più esprimere. In una lettera al fratello, che legge ad alta voce nel film, scrive: “La sofferenza è sofferenza”. Chi potrebbe saperlo meglio di lei?
PREMIO DEL PUBBLICO
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A Trop c’est trop" di Elisé Sawasawa va il Premio del Pubblico, consegnato da Roberto Badaracco, Vicesindaco e capo Dicastero cultura, sport ed eventi della Città di Lugano. Il premio, promosso proprio dalla Città di Lugano, con la collaborazione di BancaStato, simboleggia il legame e la fiducia tra il Festival e il suo pubblico che, anche quest’anno, ha partecipato alla votazione in tutte le giornate dedicate al concorso.
17/10/2026, 00:01