FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "L'Incontro"
con la giustizia riparativa
In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui alla necessità di maggiore sicurezza si risponde sempre e solo con aumenti di pena e maggiore rigidità, un documentario come
"L'Incontro" di Fabrizio Galatea assume un'importanza ancora superiore a quella che già avrebbe.
Al centro del racconto, anche se ci si arriva con la doverosa "fatica", è infatti la
giustizia riparativa, concetto ancora troppo poco noto ma unico a riuscire davvero a far superare traumi e ingiustizie alle vittime, a riabilitare nel senso migliore i colpevoli, a (provare a) creare da eventi negativi davvero una società migliore.
La storia di
Giorgio Bazzega è usata come esempio ed è centrale: lui ha solo due anni quando, il 15 dicembre 1976, suo padre viene ucciso da Walter Alasia, 20 anni, giovane esponente delle Brigate Rosse, a sua volta poi morto nel conflitto a fuoco che ne segue.
Una vita spezzata, anche quella del figlio, che nell’adolescenza si trasforma in un percorso autodistruttivo segnato dalla tossicodipendenza e dal desiderio di vendetta: quando tutto sembra perduto, Bazzega viene in contatto con il Gruppo dell’Incontro, ispirato ai principi della Giustizia Riparativa e nato con l’intento di far dialogare vittime e responsabili della lotta armata.
Ci vuole tanto, nella sua vita, e ci vuole un po' anche come spettatori ad arrivare a questa svolta, che riempie di speranza e consapevolezza la seconda parte de "L'Incontro" dopo una prima piena di dolore e rabbia. Il percorso di Bazzega da lì in poi è fatto di ascolto, rivelazioni e incontri impossibili, il dolore si trasforma in modo per lui impensabile.
Interviste, repertorio, empatia: ci sono tutti gli ingredienti del documentario tradizionale ben riuscito in questo lavoro di Galatea, che sceglie un ritmo lento e rispettoso della fatica di un percorso difficile (non è semplice, intraprendere questa strada, anche se si è consapevoli del suo valore) che - così come la pratica che racconta - sa dare solo buoni frutti.
Un documentario da vedere, da far vedere, da studiare e assimilare.
16/10/2026, 19:15
Carlo Griseri