CORTO E FIENO - FESTIVAL DEL CINEMA RURALE 17 - I vincitori
Si è conclusa con grande partecipazione di pubblico la diciassettesima edizione di
Corto e Fieno - Festival Internazionale del Cinema Rurale, che quest’anno ha trovato casa nello storico Palazzo Penotti Ubertini ad Orta San Giulio. Tre giornate di proiezioni, incontri e percorsi sul territorio dedicate al tema “Identità”, filo conduttore scelto dal direttore artistico Cristian Cerutti.
Un’edizione intensa che ha registrato un'ampia affluenza di spettatori, appassionati e registi internazionali, confermando il festival come punto di riferimento per l'esplorazione del legame tra uomo, natura, terra e comunità attraverso il linguaggio cinematografico.
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Siamo estremamente felici dell'accoglienza che Orta San Giulio ha riservato a questa XVII edizione", dichiara il direttore artistico Cristian Cerutti. "
Il tema dell'Identità ha attraversato tutte le opere in concorso, offrendo sguardi distanti e al contempo vicini sulle trasformazioni del mondo rurale contemporaneo. Il grande calore del pubblico e la partecipazione attiva ai dibattiti confermano quanto il cinema rurale continui a parlare con forza al nostro presente".
I VINCITORI DELLA XVII EDIZIONE
La giuria di professionisti - composta da Elio Sacchi, Ludovica Fales e James Berclaz-Lewis - e il voto degli spettatori hanno decretato i vincitori dei tradizionali premi della manifestazione:
Il
Rastrello d’oro (premio principale del concorso internazionale, sezione Frutteto) è stato assegnato a
The Flowers Stand Silently, Witnessing di Theo Panagopoulos. La giuria lo ha premiato per la straordinaria capacità di «partire dall'assenza, da ciò che non si può vedere all'interno dell'immagine, per restituire dignità a volti e corpi spesso relegati ai margini o cancellati dalla propria terra», rivelando attraverso uno sguardo decoloniale sui materiali d'archivio una terra rigogliosa che la guerra ha sottratto alla vista e ristabilendo una relazione onesta tra immagine e territorio.
Lo
Zappino d’oro (premio speciale della giuria intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema) è stato attribuito a "
Zohra on the Road" di Pierre-Loup Docteur, affascinante opera capace di abbracciare i tratti della commedia popolare ribaltandone con sottigliezza gli stereotipi e confondendo le aspettative sulle dinamiche generazionali, di genere ed etnico-culturali nella campagna francese grazie a una brillante meccanica comica e a un cuore emotivo inaspettatamente tenero.
L’
Innaffiatoio d’oro (sezione Germogli – Disegnare il cinema, dedicata all'animazione) va a "
A Pain in the Butt" di Elena Walf, riconosciuto per «la delicatezza, lo charme e la profonda semplicità con cui affronta il tema della diffidenza tra culture diverse e l'importanza della collaborazione» attraverso un'incantevole piccola commedia degli errori tra un cane e un riccio e un linguaggio visivo morbido e immediato.
Il
Premio Asilo Bianco è stato attribuito a "
Moving Mountains" di Andrea Costa, un'opera in grado di incarnare con profonda sensibilità visiva e narrativa i valori del lavoro rurale, la montagna e il profondo legame tra l'uomo e il territorio.
Il
premio Best Beast (riservato agli animali protagonisti sullo schermo) è andato ad "
Air Horse One" di Lasse Linder per l'indimenticabile presenza del suo cane protagonista: due sole inquadrature di un cane perplesso capaci di regalare, in un documentario dall'ironia tagliente, «un’esplosione di umorismo e sentimento che solo il cinema sa evocare».
Menzioni Speciali della Giuria:
"
A Nobody Barks (Ningú Borda)" di Júlia Coldwell Serra (sezione Frutteto), per la poesia con cui ritrae un villaggio in cui i rapporti sembrano deteriorati, indicando nella sensibilità e nell'immaginazione dei bambini la via per ritrovare la magica connessione tra esseri umani, piante ed animali.
A "
Rezbotanik" di Pedro Gonçalves Ribeiro, per la capacità di fondere identità e linguaggi differenti in una forma filmica originale che rivela una sensibilità naturale e primordiale all'interno del contesto urbano, offrendo una preziosa riflessione politica sul rapporto tra noi e l'ambiente.
La
Vanga d’oro (premio del pubblico) è stata assegnata con un triplo ex aequo a "
Zohra on the Road" di Pierre-Loup Docteur, Weeds di Pola Kazak e "
Moving Mountains" di Andrea Costa, le tre opere che hanno raccolto il maggior entusiasmo e calore da parte degli spettatori in sala.
15/10/2026, 18:07