SE AMI QUALCUNO DILLO - La malattia che cambia un padre
Qualche anno fa
Marco Bonini raccontava in un romanzo, pubblicato da Longanesi, quello che era successo al padre: un malore che non lo uccide e un uomo che, al risveglio, sembra diventato un’altra persona. Quel libro è ora il suo esordio alla regia, e il protagonista ha il volto di Edoardo Leo.
Sergio viene sorpreso nel pieno di un tradimento, ha un malore e finisce in coma. In sala d’attesa si ritrovano la compagna Gabriella (Claudia Gerini) e l’ex moglie Alba (Giovanna Mezzogiorno), con loro il figlio Giulio (Biagio Venditti), tutti con buoni motivi per tenerlo a distanza. L’attesa li costringe a condividere lo stesso spazio, e a misurare quanto di quell’uomo sia rimasto nelle loro vite. Ma quando Sergio si risveglia, qualcosa si è azzerato. L’uomo prepotente e anaffettivo che tutti conoscevano lascia il posto a una specie di bambino nel corpo di un adulto.
Su questa distanza fra il Sergio di prima e quello di adesso Bonini costruisce la sua commedia drammatica. È qui che emerge il paradosso: per diventare un compagno e un padre migliore, Sergio deve prima smettere di essere adulto. Nel cinema italiano la malattia è quasi sempre una sottrazione, qualcosa che consuma i personaggi e li allontana dagli altri. In "
Se Ami Qualcuno Dillo" funziona esattamente al contrario, come una restituzione, perché insieme alla memoria cancella anche la corazza con cui Sergio aveva tenuto tutti a distanza.
Il titolo, con il suo imperativo, dichiara apertamente la tesi per cui l’affetto esiste nella misura in cui viene pronunciato. Bonini affida questa convinzione al protagonista e lascia ai personaggi che gli stanno intorno il compito di metterla alla prova.
Il rovesciamento quindi come riflessione sul maschile, sui padri e i figli. Non a caso Giulio è il nome del figlio, ma è stato anche il nome del padre di Sergio. Ed è nel fantasma di quel padre, in bianco e nero, sempre distante e austero, che l’uomo identifica le mancate indulgenze e i conseguenti egoismi che hanno caratterizzato la sua vita. Sempre protetti e giustificati da una certa simpatia di genere. Il reset neurologico diventa quindi lo strumento per smontare tutto dall’interno, mostrando quanto quel modello fosse fondato su un’assenza. Il Sergio rinato, ingenuo ed eccessivo nella sua tenerezza, rende visibile per contrasto tutto ciò che il Sergio di prima aveva taciuto.
Tra i personaggi che ruotano attorno al protagonista, colpisce Alba, che offre a
Giovanna Mezzogiorno un ruolo lontano da quelli a cui ci aveva abituati. Alba è una romana verace, dai modi spicci e quasi coatti, capace di un amore senza misura che non si è mai davvero spento con la fine del matrimonio. È proprio questo amore a renderle impossibile separare il Sergio di prima da quello nuovo. L’uomo che si risveglia dal coma non la ricorda: per lui è un’estranea, e lei si trova di fronte a qualcuno che ha cancellato i loro vent’anni insieme. Questo vuoto diventa il modo in cui il film le fa affrontare il dramma di una separazione mai davvero elaborata, rimasta sospesa fra rancore e attaccamento. Lo stesso conflitto attraversa il suo rapporto con Gabriella, verso cui mantiene un antagonismo ostinato. Eppure è proprio Gabriella a occupare un posto speciale nel nuovo linguaggio di Sergio. Costretto a reimparare a nominare le cose, lui la chiama “gabricel”, dalla rubrica del telefono.
Il progetto si inserisce in una rete di collaborazioni che ne chiarisce le intenzioni. Bonini, attore e sceneggiatore, aveva già firmato con Leo la sceneggiatura di "
Noi e la Giulia", e qui Leo partecipa anche come produttore. Al suo fianco in scrittura c’è
Francesco Bruni, che con "
Cosa Sarà" aveva già trasformato in racconto la propria esperienza di malattia, cercando un tono capace di far ridere senza alleggerire il dolore. Se ami qualcuno dillo, allo stesso modo, lavora sulle situazioni concrete della convalescenza, dal reimparare a camminare a quello di ritrovare le parole, per costruire una commedia familiare in cui il registro comico e quello drammatico convivono di continuo. Cercando la misura per tenere insieme leggerezza e dolore.
14/10/2026, 19:24
Olivia Fanfani