LA RAGAZZA DELLE GARDENIE - Proiezioni a Torino e Alessandria
Dopo il percorso nei festival e le numerose proiezioni in Italia,
La ragazza delle Gardenie, cortometraggio diretto da
Christian Olcese, torna a incontrare il pubblico con nuovi appuntamenti a Torino e Alessandria.
Il ritorno in sala assume un significato particolare per un’opera breve che riesce a trovare spazio anche al di fuori del circuito festivaliero. A Milano,
La ragazza delle Gardenie è stato proiettato al Cinema Arlecchino (Cineteca Nazionale), prima di La valle di pietra, film di Maurizio Zaccaro scritto con Ermanno Olmi. Ora il cortometraggio approda a Torino, dove sarà presentato in apertura della commedia francese Era meglio domani. Due occasioni significative che riportano l’attenzione su una possibilità non così frequente per il cinema breve: raggiungere il pubblico delle sale accompagnando la visione di un lungometraggio.
Il film sarà proiettato al CineTeatro Baretti di Torino, in via Giuseppe Baretti 4, dal 10 al 12 ottobre 2026, con quattro appuntamenti: sabato 10 ottobre alle ore 21, domenica 11 ottobre alle ore 18 e alle ore 21 e lunedì 12 ottobre alle ore 10.30. Il 25 ottobre il cortometraggio sarà inoltre presentato al Cinema Alessandrino di Alessandria.
Al centro della genesi del film c’è l’incontro tra Christian Olcese e Sara Ciampi, poetessa e scrittrice nata a Genova il 24 gennaio 1976. Ciampi ha iniziato a scrivere poesia fin da bambina e ha intrapreso l’attività letteraria durante l’adolescenza.
Poetessa, scrittrice e critica letteraria, ha sviluppato nel tempo una produzione che comprende poesia, narrativa e saggistica.
La sua biografia letteraria è segnata anche dall’esperienza della tubercolosi cronica, condizione che ha attraversato una parte della sua vita, una dimensione che si intreccia con una scrittura rivolta alla fragilità, al dolore esistenziale e alle domande sul senso dell’esistenza, senza che la malattia esaurisca o definisca la sua identità di autrice.
È da questo rapporto che nasce il film: il regista ha scelto di rielaborare liberamente quel materiale, sviluppando insieme allo sceneggiatore Giovanni Robbiano una nuova storia per il cinema.
Lo stesso Olcese ha definito La ragazza delle Gardenie una sorta di «poesia cinematografica», una forma breve attraverso la quale concentrare emozioni e interrogativi che lasciano allo spettatore uno spazio personale di interpretazione.
Nel cinema di Christian Olcese, immagini e parole convivono in una narrazione che affida un ruolo centrale alle voci fuori campo e alla dimensione poetica del testo. In La ragazza delle Gardenie, la vicenda si sviluppa anche attraverso le parole di Rosa e i suoi ricordi, intrecciando memoria e silenzio. Il regista utilizza immagini simboliche e riferimenti letterari per costruire un racconto che lascia spazio all’intuizione dello spettatore.
"
Cerco un cinema che possa emozionare senza avere bisogno della violenza o dell’eccesso", spiega Olcese. "
Mi interessa piuttosto creare una connessione autentica con le emozioni e lasciare che siano le immagini e le parole a condurre lo spettatore dentro la storia".
La protagonista del cortometraggio è Alessandra, interpretata da Marta Gastini, una donna impegnata in politica che torna nel paese d’origine per vendere la vecchia casa di famiglia. Il ritorno nell’abitazione fa riemergere una storia dimenticata: quella di una prozia poetessa, Rosa, morta giovane, raccontata attraverso le pagine del suo diario e il sentimento per Antonio, un contadino interpretato da Francesco Patanè. Ci sono anche due cammei: uno del critico cinematografico e conduttore radiofonico Steve Della Casa, nel ruolo del sindaco del paese, e l’altro dello stesso regista Olcese, nel ruolo del portaborse del ministro.
La casa diventa così il luogo nel quale presente e passato tornano a incontrarsi. Attraverso la lettura del diario, Alessandra riconosce qualcosa di sé nella figura della donna che l’ha preceduta e il suo rapporto con quella casa cambia fino alla decisione di non venderla.
È proprio nel dialogo tra queste due figure femminili, lontane nel tempo ma unite dalla scrittura e dalla memoria, che si concentra uno dei nuclei centrali del film.
"
La storia di Rosa e Alessandra nasce dall’idea che la memoria non sia soltanto qualcosa che appartiene al passato, ma una presenza capace di modificare il nostro modo di guardare il presente. Mi interessava raccontare questo incontro tra due donne lontane nel tempo e mostrare come una parola scritta, una lettera o un ricordo possano diventare una forma di dialogo", racconta il regista.
Particolare rilievo assume l’interpretazione di Marta Gastini, chiamata a dare volto a due figure femminili appartenenti a epoche diverse, accomunate dal rapporto con la memoria, con la parola e con le proprie scelte.
Ma torniamo al regista: il percorso di Christian Olcese, genovese classe 1995, nasce dalla scrittura. Nel 2019 ha pubblicato infatti il libro di racconti Venticinque. Ha successivamente realizzato documentari e cortometraggi, tra cui Lettera a Faber, dedicato a Fabrizio De André, e Il volto nascosto del Cyberbullismo. Nel 2024 ha co-diretto Elia: un racconto di mare e per il mare. È inoltre autore dell’opera poetica L’età della Resa, vincitrice del premio La via dei Libri (premio satellite del Premio Bancarella).
10/10/2026, 11:41