Note di regia "Alla tua Partenza sarà Notte"
Gli ultimi anni della sua vita, mio zio Matteo, li ha passati sballottato da una comunità all’altra, con nessuno che sapeva di preciso cosa farsene. Quando ero più piccolo non avevo sempre voglia, la domenica, di andare a trovarlo nella comunità o nel reparto psichiatrico del momento. Però, quando arrivavo da lui, assistevo a qualcosa che mi riempiva e mi turbava allo stesso momento. Matteo, con gli occhi di un bambino, esultava di gioia, quasi avesse lottato per sopravvivere solo per potermi rivedere. Non so il motivo, ma mi sono sempre sentito particolarmente responsabile nell’essere fedele e leale a quella felicità. Aveva una fiducia e un affetto incondizionati nei miei confronti. Fare questo film è stato un atto d’amore verso quell’uomo e un tentativo di capire meglio me stesso, che per qualche motivo mi sono sempre sentito di assomigliargli, forse anche troppo. Il destino ha voluto che i risvolti di questo viaggio intrapreso assieme fossero diversi da quelli che avrei tanto desiderato. Ma se c’è una cosa, molto preziosa, che Matteo mi ha lasciato, è sicuramente la fede che dietro al dolore, all’oscurità, all’ossessione e alla desolazione si nasconda una smisurata tenerezza. E penso che raccontare storie, con onestà, sia un buon modo di provare a difenderla.
Nicolò Ribolla