PHOTOGAME - AUTORITRATTO DI UN’OSSESSIONE
- L’IA ed i segreti nascosti della moda
Alex Ruzzi firma la sua opera prima dando vita ad uno psico-thriller ambientato nel campo della moda, dove il protagonista Luca (
Stefano Pesce) famoso e stimato proprietario di una industria tessile di Biella, decide di allargare la sua esperienza dal tessile al mondo della moda, rispolverando la sua vecchia passione per la fotografia. Crea un atelier e assolda due noti fotografo per creare un gruppo di modelle selezionate per partecipare ad un gioco di ruolo il
Photogame.
Un gioco virtuale regolato da una app che affida compiti e ruoli particolari ai quali non ci si può negare, se non con il pagamento di ingenti somme. Luca con il passare dei giorni comincia a perdere lucidità e senso della realtà preso da questo gioco ideato dall’Intelligenza Artificiale, creando un vuoto all’interno della sua famiglia dove moglie (Anne Consigny) e figlia reclamano la sua attenzione. Alle modelle che già fanno parte del gruppo si aggiunge Marta (Elisa Visari), figlia di una top model di cui Luca era un tempo innamorato. La giovane ragazza spinta dall’insistenza della madre ad intraprendere la carriera di modella, si trova a dover subire attenzioni da parte di un giovane fotografo ossessivamente coinvolto.
Il thriller, in realtà, non si rende evidente e nemmeno il coinvolgimento coatto dei personaggi, che non danno l’idea di essere troppo interessati a questa app che, in realtà, non li disturba più di tanto. Gradevole l’abbinamento dei diversi stati d’animo dei protagonisti con altrettanti dipinti famosi che hanno ispirato Ruzzi a ideare scene somiglianti ai quadri proposti, che ricordano stati emotivamente intensi.
Ottimo il sottofondo musicale importante, tutti i dipinti, le musiche e le scene del film sono collegati da una sorta di ossessione che mantiene viva l’attenzione dello spettatore. Soggetto di Giorgio Barchietto, Franco Ferrini ha collaborato alla stesura della sceneggiatura che potenzialmente sulla carta poteva suggerire una trama ipoteticamente oscura, ma che poi, cinematograficamente parlando, non riesce più di tanto ad indagare in profondità nell’animo dei protagonisti come ci si aspetterebbe.
07/10/2026, 17:05
Silvia Amadio