Note di regia della serie "Estranei"
"
Estranei" è la storia di una guarigione ma, al contempo, una vera e propria crime fiction in cui la protagonista femminile è una donna già adulta; per questo motivo, la sua “cura” e il processo di crescita che ne consegue assumono una specificità unica.
La serie è un racconto che parla del rapporto tra individuo, famiglia e società, in un mondo che tende sempre più a creare stereotipi, soprattutto quando si parla di giovani. La convivenza tra popoli di culture diverse sullo stesso territorio diventa così l’arena ideale per questo tipo di “viaggio”.
Da un punto di vista narrativo, Estranei è un giallo quasi classico, con una struttura orizzontale tipica della serialità moderna. Allo stesso tempo, quello della protagonista è il racconto di un viaggio duplice: dentro se stessa e a ritroso nel tempo, alla scoperta di storie familiari che non avrebbe mai immaginato.
Il racconto si sviluppa sempre accanto a lei, come unico punto di vista, e questo porta a vivere le scene come vere e proprie esperienze sensoriali: suoni, luci e atmosfere accompagnano tanto la detection quanto l’emergere dei traumi legati al suo passato.
Tra gli elementi distintivi, la scelta di rispettare lingue e accenti dei personaggi, utilizzando anche dialoghi in Punjabi: perché il tema della scoperta di sé è universale e attraversa culture diverse.
La pianura padana, tra Reggio Emilia, Parma e il Po, è un vero e proprio personaggio del racconto: un luogo capace di accogliere e, allo stesso tempo, nascondere, dove la luce del giorno convive con le nebbie della notte. Questo dualismo attraversa anche la narrazione, tra superfici lineari e profondità più oscure.
La serie vive su un equilibrio di toni: il dramma si intreccia con il romance e con il confronto generazionale, nel tentativo di restituire un respiro narrativo capace di unire genere e racconto umano.
Grande attenzione è stata dedicata all’estetica: una palette precisa ha guidato costumi e scenografie, contribuendo a un look cinematografico riconoscibile, con tonalità calde e terrose nelle scene diurne e più vibranti in quelle notturne.
Fondamentale è stato il lavoro con il cast, che ha dato corpo e verità ai personaggi con straordinaria sensibilità. Attorno a Elena Radonicich, uno dei più grandi talenti tra le interpreti in ascesa nel nostro paese, attori come Isabella Ferrari, Ricky Memphis, Giulio Scarpati, Kel Giordano, Marco Cocci, Valentina Carnelutti, Eleonora Giovanardi e Maurizio Donadoni hanno costruito un ensemble capace di restituire tutte le sfumature emotive della storia.
In ultima analisi, "
Estranei" è una commistione di elementi che, pur radicati nel presente, parlano di personaggi ancora alla ricerca di una propria definizione. Una storia che prova a mettere in luce ciò che unisce e ciò che divide, restituendo uno sguardo umano su dinamiche profondamente contemporanee.
Cosimo Alemà