IL MIO NOME E' CARLO - Carmine Padula firma la colonna sonora
Carmine Padula firma la colonna sonora - prodotta con la sua tradizionale attenzione da RTI - de
Il mio nome è Carlo, il film per la regia di Giacomo Campiotti dedicato a Carlo Acutis, santificato l’anno scorso. Una colonna sonora che mette al centro un attento lavoro di direzione e orchestrazione - protagonista la ICO – Independent Cinematic Orchestra - curata dallo stesso Padula.
Il film è diretto da Giacomo Campiotti su una sceneggiatura scritta insieme a Carlo Mazzotta e ripercorre la vita, la fede e la modernità a vent’anni dalla sua scomparsa di Carlo Acutis, il giovane milanese proclamato santo e già definito il primo “santo millennial” dell’era digitale. Con Samuele Carrino nel ruolo del protagonista quindicenne e Lucia Mascino in quello della madre Antonia Salzano. Un lavoro che nasce da una coproduzione RTI – Skipless Italia e Movie Magic International.
Il primo lavoro dedicato ad un Santo a tutti gli effetti Millennial e come tale la sua colonna sonora è stata scritta senza veri e propri punti di riferimento: un entisiasmante salto nel buio creativo che ha regalato a Padula grandi stimoli musicali. Come ha avuto modo di dichiarare lo stesso Padula in occasione di una puntata di Soundtrack City: “È il primo progetto, in realtà unico nel suo genere, dove si affronta la vita di un santo di oggi. Siamo pieni di film sui santi storici: San Francesco, San Pio, ecc… Questo però è il primissimo film su un santo dei nostri anni. Quindi diciamo che tutti i cliché musicali che ci sono, sono stati azzerati perché abbiamo quasi creato un genere, tra virgolette. Infatti è il primo film di questo genere, quindi è stato davvero un grande lavoro... Sai, io a volte quando devo fare qualcosa sento anche i miei illustri colleghi cosa hanno fatto, ma qui non è stato possibile”
In questo lavoro
Carmine Padula, già compositore per Campiotti in diversi titoli precedenti, firma le musiche originali ma anche la gran parte dei brani diegetici del film, pensati per entrare nella narrazione in modo organico. In particolare, alcune rivisitazioni della musica tradizionale dello Sri Lanka che descrivono uno degli amici cingalesi di Carlo Acutis.
La cifra sonora di Padula si muove in un territorio pianistico e contemplativo non lontano da certe scritture neoclassiche di ascendenza minimalista molto frequentate dal pubblico contemporaneo, ma se ne distingue per un respiro orchestrale più ampio: la partitura è stata eseguita dall’ICO – Independent Cinematic Orchestra e si sviluppa in architetture sinfoniche articolate che vanno oltre la scrittura per solo pianoforte.
Lo stesso compositore racconta così il lavoro sul film: “
Comporre le musiche de Il mio nome è Carlo è stato un viaggio bellissimo e totalizzante, una sfida che ho accolto con grande gioia e che mi ha coinvolto profondamente, non soltanto come musicista, ma anche come uomo. Ho cercato di avvicinarmi a questa storia con grande rispetto, lasciandomi guidare dalle emozioni e dalla spiritualità del personaggio: la luce, l’energia, la fragilità, ma anche la profondità del suo percorso umano e spirituale. Per questo progetto ho composto non soltanto la colonna sonora originale, ma anche le musiche diegetiche presenti nel film, lavorando affinché ogni elemento musicale potesse entrare nella narrazione in modo organico. Ringrazio profondamente Giacomo Campiotti, Skipless e RTI per la fiducia, e tutti i musicisti che hanno lavorato con me: l’ICO – Independent Cinematic Orchestra, Fabio Ferri, ingegnere del suono, e Filippo Signorini, mio assistente.”
Al fianco di Carmine Padula, nel ruolo di primo assistente, era Filippo Signorini. Per quanto riguarda i solisti dell’Indipendent Cinematic Orchestra, figurano Alberto Mina al violino, Eduardo Caiazza alla viola, Luca Pincini al violoncello, Antonio Pizzarelli al sax e al clarinetto, Giuseppe La Sala alla chitarra, e lo stesso Carmine Padula al pianoforte e ai synth. Il montaggio delle musiche è firmato da Damiano Antinori.
Le edizioni musicali, come si diceva, sono di RTI e vedono il coordinamento editoriale di Paola Vanoni e il coordinamento musicale di Antonio Seccia; la supervisione musicale è firmata da Marco Testoni.
Le registrazioni e i missaggi sono stati realizzati presso gli Abbey Rocchi Studios, con Fabio Ferri come ingegnere del suono. L’organizzazione delle registrazioni è stata curata da Maqueta Records Srl, l’organizzazione generale da Fernando Alba, mentre Giancarlo Russo ha ricoperto il ruolo di ispettore d’orchestra.
28/09/2026, 12:42