LAVORI IN CORTO 11 - I vincitori
Sono stati assegnati dalle rispettive giurie i premi dell’11a edizione del festival
Lavori in Corto, che proseguirà con diversi appuntamenti fino al 7 ottobre.
Vince il Primo premio Armando Ceste il film Heads, Trees, Hands, Scars di Alberto Gottardo e Francesca Sironi.
Il Premio Marina Panarese è invece assegnato a Correnti di Ikram Chaffoui.
Il film L’ultima goccia di Luca Leone Silvestri si aggiudica il Premio Lacumbia Film.
A È solo una pianta va infine il Premio Vittorio Arrigoni.
Di seguito ci sono i dettagli con le motivazioni e anche le menzioni speciali dei singoli premi.
Primo premio Armando Ceste
La giuria del festival Lavori in Corto 2026, che assegna il Primo Premio Armando Ceste, è composta da Donatella Di Cicco, Francesca Luana Calia, Adna Čamdžić, Massimo D’Amico ed Edoardo Peretti. Il premio ha il valore di 1500 euro, in parte sostenuto dalla Biennale della Prossimità.
La giuria assegna il Primo premio Armando Ceste a
Heads, Trees, Hands, Scars di Alberto Gottardo e Francesca Sironi
Con la seguente motivazione.
Per la capacità di raccontare la guerra a partire dalla dimensione più concreta e fragile dell’esperienza umana: il corpo. Attraverso gesti di cura, mani che toccano, corpi feriti e cicatrici, il film costruisce uno spazio in cui la distanza tra chi cura e chi è stato ferito si annulla. La guerra emerge tramite il silenzio di chi rimane, dopo la tempesta, lontano dalle immagini spettacolari del conflitto e dalla rappresentazione eroica del combattente. Il cinema diventa così uno strumento di ascolto e di vicinanza, facendo sì che la distanza e il passare del tempo non rendano il dolore qualcosa di astratto. Con uno sguardo rigoroso e partecipe il film restituisce alla parola prossimità il suo significato più profondo, il voler essere accanto all’altro, riconoscerne la vulnerabilità e condividere con lui la possibilità di tornare a vivere.
La giuria assegna inoltre una menzione speciale a
Largo di Salvatore Scarpa e Max Burgoyne-Moore
Con la seguente motivazione.
Per il rigore della costruzione e la cura delle immagini e per aver raccontato con intensità e misura la condizione di chi vive sospeso tra l'approdo e il ritorno, tra il bisogno di appartenere e l'impossibilità di ritrovare la propria casa. Attraverso la storia di Musa, giovane rifugiato siriano che tenta di costruire una barca per raggiungere i genitori, Largo ci interroga sul significato profondo della prossimità, intesa come capacità di assumersi una responsabilità verso l’altro anche quando la sua esperienza resta distante dalla nostra. Un’opera che ci ricorda come la democrazia si misuri anche dalla capacità di non lasciare sole le persone nei loro desideri, nelle loro ferite e nelle loro speranze, interrompendo la continuità della violenza a cui siamo esposti.
Premio Marina Panarese
Il Premio Marina Panarese del festival Lavori in Corto 2026 dedicato a regist* stranier* o di seconda generazione sarà assegnato da una giuria composta dai primi tre vincitori di questo riconoscimento, ovvero l’artista ucraina Oleksandra Horobets, il film-maker sperimentale italo-brasiliano Nikolas Candido e il regista cinese Xin Alessandro Zheng. Il premio ha un valore di 1000 euro grazie a una campagna di crowdfunding.
La giuria assegna il Premio Marina Panarese a
Correnti di Ikram Chaffoui
Con la seguente motivazione.
Il generoso sguardo della regista armonizza forma e contenuto e ci trasporta nel dolore per la perdita di un padre. Il film dimostra un’apertura verso la questione intersezionale, dove lo sguardo della protagonista dialoga con un uomo la cui storia rimanda alla guerra e alla questione dello straniero che lotta per la propria vita attraverso tutto ciò che gli resta: la fede. In questo bellissimo percorso narrativo, riscopriamo qualcosa di prezioso e allo stesso tempo fragile e a rischio di scomparire: l’alterità e l’empatia.
La giuria assegna inoltre una menzione speciale a
Sa Pagitan di Axl Bon Fuentes
Con la seguente motivazione.
Il film solleva questioni fondamentali su una protagonista divisa tra due mondi che cerca faticosamente di conciliare. Il percorso narrativo del film fa risuonare in noi diversi tipi di disuguaglianze strutturali e ci mette in guardia contro l’indifferenza. Marina Panarese, che dà anche il nome a questa menzione speciale, si è sempre battuta per la causa del ricongiungimento delle famiglie straniere, cinesi e filippine, con i propri figli.
Premio Vittorio Arrigoni
La Giuria Giovani del festival Lavori in Corto 2026, realizzata in collaborazione con Frullarte, composta da Damiano Barbieri, Anita Perico, Rosa Pinto, Alessandro Bello e Guglielmo Mattiazzo, assegna il Premio Vittorio Arrigoni. Il riconoscimento ha il valore di 1000 euro, grazie al sostegno di Nova Coop, ed è destinato a regist* under35.
La giuria assegna il Premio Vittorio Arrigoni a
È solo una pianta di Giovanni Morganti e Matteo Scapin
Con la seguente motivazione.
Con grande delicatezza il film affronta due temi profondamente umani: la solitudine e il prendersi cura. In pochi minuti e attraverso pochissime parole, il cortometraggio riesce a emozionare e a far riflettere, senza mai ricorrere a una retorica forzata. Lo spettatore si ritrova così a chiedersi se sia davvero “solo una pianta”. Ecco allora che il gesto finale del protagonista che trova un posto per qualcosa che nessuno vuole, assume un significato profondo: un piccolo atto di resistenza all’indifferenza. Perché, in fondo, lui sa che non è solo una pianta.
La giuria assegna inoltre una menzione speciale a
Noi cosa siamo di Greta Domenica Esposito
Con la seguente motivazione.
Grazie al coinvolgimento diretto dei protagonisti che interpretano se stessi, il film riesce a entrare in sintonia con lo spettatore in modo naturale e spontaneo. Il cortometraggio intreccia il tema dell’amicizia con la condivisione di passioni e interessi, costruendo una storia autentica e coinvolgente, riuscendo anche a rendere un originale omaggio al cinema.
Premio Lacumbia Film
La Giuria Lacumbia Film del festival Lavori in Corto 2026 è coordinata da Angelo D’Agostino. Il premio consiste nella messa a disposizione di una sala green screen per due giornate, presso la sede dell’Associazione Lacumbia Film, per un valore commerciale di 500 euro.
La giuria assegna il Premio Lacumbia Film a
L’ultima goccia di Luca Leone Silvestri
Con la seguente motivazione.
Per la capacità di coinvolgere lo spettatore grazie a un equilibrio tra le inquadrature, la voce narrante e la colonna sonora, e di raccontare il cambiamento urbano restituendo la voce di un luogo sospeso tra memoria e presente.
La giuria assegna inoltre una menzione speciale a
Sa Pagitan di Axl Bon Fuentes
Con la seguente motivazione.
Per la delicatezza con cui racconta la distanza, l’assenza e il senso di appartenenza sospesa, restituendo l’intimità di una vita divisa tra due mondi, grazie anche all’interpretazione della protagonista
20/09/2026, 22:30