LE CICOGNE DI CHERNOBYL - Il 19 settembre première
latinoamericana alla Cinemateca Nacional del Ecuador
a Quito e contemporanea proiezione a Roma
Sabato 19 settembre 2026, alle 17.30 ora locale, il film vivrà la sua première latinoamericana a Quito, alla Cinemateca Nacional del Ecuador “Ulises Estrella”.
Una sede particolarmente significativa per l’esordio del documentario in America Latina: la Cinemateca Nacional rappresenta una delle principali istituzioni ecuadoregne dedicate alla conservazione, alla memoria e alla diffusione del patrimonio cinematografico e audiovisivo del Paese. La proiezione si terrà nella Sala Alfredo Pareja Diezcanseco, sala cinematografica da 325 posti, sede di rassegne, festival e proiezioni di cinema nazionale e internazionale.
Nella stessa giornata, a migliaia di chilometri di distanza, a Roma, alle 19.00, il documentario sarà proiettato al The Cineclub, nel quartiere Appio Latino-San Giovanni, spazio culturale indipendente dedicato al cinema d’autore e indipendente, agli incontri e al confronto con il pubblico.
Due appuntamenti distinti, in due continenti, che costruiranno idealmente un ponte cinematografico tra Quito e Roma, accomunati da un progetto nato in Sardegna che utilizza il cinema non soltanto per raccontare storie, ma anche per creare relazioni tra territori e comunità.
L’arrivo in Ecuador è il risultato di una rete costruita tappa dopo tappa. Dopo la proiezione di Vitoria-Gasteiz, nei Paesi Baschi, alla presenza di Nerea Melgosa Vega, Ministra del Governo Basco per il Welfare, la Gioventù e la Sfida Demografica, grazie all’Asociación Solidaria Vasco Ecuatoriana – ASVE, presieduta da Alicia Quirola Montero, si è aperto un nuovo collegamento con l’Ecuador.
Attraverso il prezioso apporto di Diego Bonilla Urbina, vicepresidente della Fundación Progressio Ecuador, questa relazione si è trasformata in una collaborazione concreta che ha reso possibile l’arrivo del progetto alla Cinemateca Nacional e la costruzione delle successive tappe ecuadoregne.
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Non vogliamo semplicemente portare un film in luoghi diversi, ma utilizzare il cinema per creare relazioni. Da una proiezione a Vitoria-Gasteiz è nato un collegamento con l’Ecuador e da Quito stanno già nascendo nuove tappe. Il 19 settembre, con le proiezioni nello stesso giorno a Quito e Roma, questo percorso diventa particolarmente visibile: due capitali, due continenti e una storia nata in Sardegna che continua a creare connessioni", sottolinea
Giuseppe Carboni, presidente di Cittadini del Mondo - Cinema per il Sociale.
Una storia italiana da non dimenticare
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Le Cicogne di Chernobyl” è un progetto cinematografico ideato e prodotto da Cittadini del Mondo - Cinema per il Sociale, con la collaborazione di Rai Sardegna e Rai Teche, il contributo della Fondazione di Sardegna e la regia di Karim Galici.
Il documentario racconta una pagina poco conosciuta della storia sociale italiana: la straordinaria mobilitazione che, dopo la tragedia nucleare, coinvolse famiglie, associazioni e comunità e consentì, nel corso degli anni, l’accoglienza in Italia di circa 700.000 bambini provenienti dai territori contaminati.
Alcuni di quei bambini, oggi adulti, rivivono nel documentario un’esperienza che ha cambiato le loro vite: storie di accoglienza e di rinascita rese possibili dalle famiglie che aprirono loro le proprie case. Al centro del racconto ci sono così i bambini, le famiglie che li accolsero, l’incontro tra lingue e culture e soprattutto i legami umani nati da quell’esperienza, molti dei quali sono sopravvissuti per decenni.
A queste testimonianze si affiancano immagini eccezionali girate nelle zone di esclusione di Chernobyl, seguendo un abitante che torna a vedere la propria casa dopo anni di evacuazione forzata, e la voce di un ex liquidatore, testimone diretto di una delle più grandi tragedie del XX secolo.
A quarant’anni da Chernobyl, il documentario intreccia così la memoria del disastro, le storie dell’accoglienza e le testimonianze dirette di chi ne visse le conseguenze, utilizzando il cinema come strumento per conservarne la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni.
Un percorso internazionale che ha già toccato tre continenti
Il film arriva a Quito dopo 15 selezioni in festival nazionali e internazionali, premi e riconoscimenti e un articolato percorso di proiezioni.
Dalla Sardegna ha raggiunto Spagna, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Svizzera, Portogallo e Regno Unito, con nuove iniziative previste in Belgio e Francia. Fuori dall’Europa il percorso ha toccato Tokyo, Toronto, Sacramento e il Kerala, fino all’arrivo in Ecuador.
La première di Quito sarà soltanto la prima tappa del percorso ecuadoregno. Il progetto proseguirà fino alle Isole Galápagos, straordinario arcipelago Patrimonio Mondiale UNESCO, e toccherà inoltre le sedi della Casa de la Cultura Ecuatoriana di Riobamba e Cuenca.
Il 19 settembre Quito e Roma diventeranno così due nuovi nodi di una rete internazionale: due capitali, due continenti e una storia partita dalla Sardegna che continua a viaggiare per mantenere viva la memoria di una straordinaria esperienza italiana di solidarietà.
16/09/2026, 10:17