VENEZIA 83 - "L'Estranea", avere una madre "diabolica"
Quanto costa arrivare ad avere la famiglia perfetta, la casa perfetta, la vita perfetta? E una volta che hai ottenuto tutto ciò, cosa si è disposti a fare per mantenerlo? Con "
L'Estranea"
Paolo Strippoli non si discosta dai toni tesi e misteriosi dei suoi film precedenti, anche se lo scarto produttivo e la maturità narrativa sono evidenti, più che mai.
I Colonna sono l'invidia di tutta Bari: marito (
Adriano Giannini) e moglie (
Jasmine Trinca), due figli perfetti fin da bambini (lui è un talento del calcio, lei pronta a diventare stellina della pubblicità tv). Anche la casa è tutta da invidiare, l'attività di famiglia va alla grande e all'inaugurazione della villa ci sono tutti, dal sindaco in giù, di bianco vestiti e pronti a celebrare i loro ospiti. Poi un incidente incrina tutto, e come reagire agli eventi segnerà il destino dei vari personaggi.
Il tutto viene raccontato in flashback, mamma è andata all'improvviso a confidare alla figlia ormai adulta (interpretata da
Romana Maggiora Vergano) la sua versione dei fatti, mentre intorno a loro a Roma "piove" (una pioggia costante e sempre più dirompente, un omaggio al primo film in solitario del regista...). La storia di famiglia non è, pare, come gli altri suoi membri sanno: scelte dolorose non necessarie hanno segnato gli eventi, da quando una misteriosa "estranea" si è offerta di dare una mano...
Una mefistofelica ed eccellente
Valeria Bruni Tedeschi le dà volto e voce: mette i brividi ma riesce allo stesso tempo a strappare al pubblico molte risate sincere.
La colonna sonora segue gli eventi con le giuste scelte, in particolare la riscoperta di "Narcotic" dei Liquido (già nel trailer) contestualizza il periodo (la storia fluttua tra il 1999, il 2006 con i Mondiali di calcio vinti e l'oggi), a cui si aggiunge "Nessuno" dei Baustelle con un testo decisamente evocativo: "
Non credo alla bibbia, mi chiedo perché
Dovrei consultarla, offende gli dei
Non prego la chiesa il fetore che fa
Non credo nel cielo e nemmeno all'inferno
E non so distinguere il bene dal mare".
La tensione è costante, la visione - divisa in quattro capitoli, uno per ogni membro della famiglia - un crescendo di emozioni, il finale (da non spoilerare, ma il manifesto in questo senso è una grande trovata di marketing) non delude. Applausi.
07/09/2026, 19:30
Carlo Griseri