Note di regia di "Francesco Barilli - Il Cinema e la Follia"
Nella mia minuscola carriera, principalmente ho fatto l’attore e un paio di volte il produttore. Ho anche diretto un piccolo film che, grazie a dio, nel tempo non è scomparso, un film di finzione. "
Francesco Barilli - Il Cinema e la Follia" è il mio primo documentario, e un documentario è un altro modo di fare cinema. Lo ritengo un lavoro di verità, prima che di narrazione: dirigere un documentario è come essere un cronista o un giornalista, più che un regista nel vero senso del termine. Molti, compreso il mio maestro (che di documentari ne ha realizzati tantissimi), non saranno d’accordo con questo mio approccio, ma, come esperienza personale, questa volta ho avuto la percezione di un lavoro completamente diverso rispetto alle altre. Ispirandomi a documentari importanti, e principalmente alle interviste che alcuni registi della New Hollywood (Friedkin e Bogdanovich) fecero a grandi registi del passato come John Ford e Fritz Lang, ma anche a noti libri intervista (Truffaut/
Hitchcock e Melville/Nogueira), ho voluto dare a Barilli il maggior spazio possibile, interloquendo con lui, nella sua casa di Parma, davanti a una telecamera per poterne far emergere nel modo più diretto, e senza filtri né mitigazioni, il ritratto intimo di artista e di uomo che ha seguito più strade (il cinema e la pittura), che ha avuto successi e momenti alti, ma anche tante sconfitte e delusioni. Con Davide Pulici abbiamo stilato, prima delle riprese, una specie di trattamento-scaletta per aiutarmi a dirigere i racconti di Barilli in una chiave più
cronologica e legata ai vari film e agli aneddoti riguardanti il suo lavoro. Davide è un esperto di cinema di genere all’italiana e conosce Barilli da tempo, e in questo modo mi ha aiutato davvero molto, è stato come se avesse messo ordine ancora prima di cominciare. Dopo l’intervista, ho passato parecchio tempo al montaggio: man mano che procedevo, avevo deciso di trasformarlo in un piccolo film, inserendo non solo molte immagini di repertorio, foto di scena, spezzoni delle pellicole, ma anche riproduzioni delle opere pittoriche di Francesco, perché fosse dimostrata ed enfatizzata la continuità della sua ispirazione tra ciò che metteva sullo schermo e ciò che metteva sulle tele.
Luca Magri