LOCARNO 79 - MARCO BELLOCCHIO: LA PORTA DELLA REALTA' di Fabio Lovino
Va troppo veloce, Marco Bellocchio: il regista piacentino è uno dei più prolifici e apprezzati autori italiani, capace di passare da un set all'altro, da un progetto (cinematografico o televisivo che sia) all'altro con un ritmo difficilmente sostenibile, anche pensando che ormai da tempo ha superato gli 80 anni. Forse per questo il suo cinema è stato finora poco raccontato dalla critica saggistica, almeno rispetto alla sua importanza.
"
Marco Bellocchio: La Porta della Realtà" di
Fabio Lovino ha questo pregio, tra gli altri: osare l'analisi dei suoi film e del suo modo di lavorare e di farlo dall'interno (Lovino è di mestiere fotografo e segue Bellocchio sui set da anni), con interviste intime al regista, alla famiglia e a tanti attori con cui ha lavorato. Questo gli permette di ottenere parole sincere e inedite (dalla confessione di Giuseppe Lanci sui motivi della loro separazione artistica ai commenti sul carattere del padre dei figli Elena e Piergiorgio), rendendo meno sfocato il ritratto che il pubblico ha di lui.
Un po' sbilanciato sul racconto generale (si parte - e si resta a lungo - dal set de "Il Traditore"), nel corso della sua ora abbondante di narrazione comprende i capitoli principali della sua carriera, dal primo dirompente film ("I pugni in tasca") alle principali fasi attraversate, con bei momenti estratti dalle pellicole alternati a dialoghi privati (registrati nel corso di anni: bello rivedere ancora attivo il compianto Roberto Herlitzka).
"
Marco Bellocchio: La Porta della Realtà" è "semplicemente" un documentario su un regista, ma si rivela essere molto più prezioso e comunicativo di quel che un comune spettatore potrebbe attendersi.
14/08/2026, 08:09
Carlo Griseri