CLOROFILLA FILM FESTIVAL 25 - "Legame Invisibile": un documentario
sugli interventi Assistiti con gli Animali
Ci sono legami che non hanno bisogno di parole per lasciare un segno. È proprio questo il messaggio di “
Legame Invisibile”, il docu-cortometraggio diretto da Nicola Bozzo, nato da un'idea di Martina Gallini e presentato al Riviera International Film Festival. In appena sedici minuti, il film offre uno sguardo autentico sul mondo degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), mostrando come e quanto l’interazione con gli animali negli ospedali e nei luoghi di cura possa essere benefica. Un documentario che racconta un legame silenzioso e lascia emergere una forte tenerezza in chi osserva.
Tra i protagonisti del documentario c'è il veterinario Massimo Scarzi, che racconta una realtà spesso poco conosciuta: la pet therapy, una vera e propria terapia che può essere usata con anziani e persone fragili come conforto, distrazione, momento di tenerezza.
Il cane rimane l'animale più impiegato nei percorsi terapeutici. Le immagini mostrano con semplicità ciò che accade quando entra in una residenza per anziani: l'atmosfera cambia quasi all'istante. I volti si illuminano, le persone iniziano a sorridere, a parlare tra loro, a condividere emozioni.
Attraverso le testimonianze di Alessia Briasco, Martina Gallini e altre coadiutrici IAA, emerge come questi interventi coinvolgano non solo gli anziani, ma anche bambini e bambine, aiutando l’empatia, le capacità relazionali e la fiducia. È un percorso che nasce dal rapporto con l'animale, ma che finisce per riflettersi anche nelle relazioni tra le persone.
La pet therapy, però, non coinvolge solo i cani. L'asino, ad esempio, si rivela un compagno prezioso per persone con disturbo dello spettro autistico e con sindrome di Down. Come viene sottolineato nel documentario, “l'asino concede empatia ai soggetti fragili”, grazie al suo carattere paziente e rassicurante.
Negli ultimi anni anche il gatto ha trovato spazio in questo ambito, soprattutto nei reparti oncologici, dove la sua presenza aiuta i pazienti a distogliere l'attenzione dal dolore e rappresenta un importante sostegno emotivo durante il percorso di cura.
Il documentario, per lo più informativo, coniuga bene informazione ed emozione, senza cadere nella retorica. Racconta esperienze concrete, spiegando il valore scientifico e umano degli Interventi Assistiti con gli Animali e ricordando quanto sia importante il lavoro di squadra che li rende possibili. L’opera è realizzata con semplicità ma anche con cura.
Il messaggio finale guarda al futuro. L'auspicio degli operatori è che la pet therapy venga sempre più integrata nelle aziende sanitarie italiane, favorendo una collaborazione stabile tra strutture dedicate alla salute umana e a quella animale. Un obiettivo ambizioso, ma che il documentario dimostra essere tutt'altro che irrealizzabile.
Questo lavoro, ben realizzato e molto commovente, riesce a trasmettere una certezza: il rapporto tra esseri umani e animali può diventare un vero strumento di cura, capace di creare connessioni profonde e di restituire serenità, speranza e dignità a chi vive momenti di particolare fragilità.
05/08/2026, 16:29
Marta Bello