CLOROFILLA FILM FESTIVAL 25 - "La Rivoluzione Tranquilla":
Il tortelliino come inclusione sociale
La Rivoluzione Tranquilla, cortometraggio di 15 minuti firmato dalla regia di Alessandro Ferrara e da un'idea di Sara Cervelli, è capace di trasformarsi in naturale prosecuzione dell'esperienza di inclusione che documenta, in cassa di risonanza, in atto militante.
Sullo schermo la storia de il Tortellante di Modena, un'associazione di promozione sociale e laboratorio terapeutico nata nel 2016 con un'intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria: insegnare a ragazze e ragazzi nello spettro autistico a produrre pasta fresca fatta a mano, tortellino dopo tortellino, come atto di autonomia e di riscatto. Un progetto che in pochi anni ha saputo dimostrare risultati concreti, certificati dall'equipe scientifica che accompagna i giovani lungo il percorso, radicandosi come pratica verificata di inclusione capace di coinvolgere l'intera comunità modenese, dalle "rezdore" custodi del sapere della pasta fresca fino a figure come Massimo Bottura, il cui sostegno, arrivato anche attraverso la moglie Lara Gilmore, tra le prime sostenitrici del laboratorio, ha contribuito a portare il Tortellante all'attenzione nazionale.
Le rezdore, termine dialettale emiliano, indica storicamente le donne "reggitrici" della casa e della famiglia, le custodi del sapere legato alla pasta fresca fatta a mano. Sono loro, generazione dopo generazione, ad aver tramandato la tecnica del tortellino – il taglio della sfoglia, la chiusura a mano, il ripieno preparato secondo la tradizione modenese. Per le rezdore, spesso donne già in pensione, tornare al laboratorio significa anche riattraversare la propria memoria, il tempo in cui, bambine, aiutavano le madri a fare la pasta all'uovo in casa. Per i ragazzi autistici, lavorare fianco a fianco con loro significa invece ricevere un sapere antico in un contesto di pazienza, ripetizione e cura, gli elementi su cui si fonda il percorso di autonomia del progetto. Il risultato è uno scambio intergenerazionale che va oltre la ricetta, le rezdore trovano nei ragazzi una nuova ragione per trasmettere ciò che sanno, i ragazzi trovano in loro una guida rassicurante e costante, priva di giudizio.
Il tortellino come punto d'incontro tra epoche, generazioni e modi diversi di stare al mondo. L’opera dà voce cinematografica a un modello che merita di essere replicato altrove. La prova che il cinema, quando nasce da un bisogno reale e da una comunità che lo abita dall’interno, può diventare motore di cambiamento silenzioso e concreto.
03/08/2026, 18:49
Olivia Fanfani