IL CINEMA DI PAOLO VIRZI' - Un saggio per rielaborare
Paolo Virzì, il suo cinema, i suoi film, il suo "romanzo esistenziale delle persone comuni":
Federico Govoni scrive un saggio, "
Il cinema di Paolo Virzì", pubblicato da Mimesis, in cui riepiloga tutti i film del regista livornese, li analizza, li rilegge, uno dopo l'altro, collegandone temi e visioni, stili e cronologie.
Il volume, spiegano dalla casa editrice "
intende mostrare alcune delle scene significative, indimenticabili, che svelano il senso e sintetizzano l'anima del racconto, ossia l'idea forte che il regista vuole affermare, affinché la storia serva come presa di coscienza".
Govoni si concentra esclusivamente su Virzì e la sua scrittura, curiosamente - ma simbolicamente -
non c'è spazio nel suo testo per altri: nessun attore, nessun'attrice, nessuna deviazione dall'obiettivo centrale, ragionare sul cinema dell'autore toscano.
C'è tutto (per ora), dagli inizi con "La bella vita" e il cinema operaio (quando lo chiamavano il Ken Loach italiano) fino alle variazioni sul tema più recenti, il dittico "Ferie d'agosto"/"Un altro ferragoso" e il recentissimo "Cinque secondi", che lo ha rilanciato anche nella considerazione critica e dei premi. Ci sono i suoi documentari, i legami con la commedia all'italiana più classica, la sua (ri)collocazione in una storia da cui spesso è stato escluso per la difficoltà di "inquadrare" nel modo giusto il presente.
Govoni capisce che è il momento giusto - dopo gli entusiasmi iniziali, alcuni grandi successi e qualche passo incerto - per risistemare tutto: lo fa, e chi legge vorrà solo (ri)vederne i lavori, per riprenderne coscienza.
02/08/2026, 08:49
Carlo Griseri