FRAME THE CHANGE 2026 - Vince "Invisibili"
Per sei giorni giovani filmmaker tra i 18 e i 30 anni provenienti da tutta Italia hanno vissuto un'intensa esperienza di formazione e produzione cinematografica nel cuore della Val Canale. Divisi in piccoli gruppi e accompagnati dal regista Valerio Ferrara e dal montatore Diego Bellante, hanno scritto, girato e montato cinque cortometraggi utilizzando esclusivamente lo smartphone, trasformando uno strumento quotidiano in un mezzo espressivo capace di raccontare il territorio con uno sguardo personale e contemporaneo.
Il tutto si è svolto nell’ambito della terza edizione di Frame The Change, uno dei progetti più originali di NanoValbruna – Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione, il Festival ideato dall’associazione ReGeneration Hub Friuli tenutosi a Valbruna, nel cuore delle Alpi Giulie, dal 12 al 18 luglio. La residenza, offerta gratuitamente dall’associazione, invita giovani filmmaker, studenti e creativi a confrontarsi con il linguaggio audiovisivo partendo da un principio semplice: per raccontare una storia non servono grandi mezzi, ma uno sguardo autentico. Lo smartphone diventa così uno strumento di narrazione capace di abbattere le barriere d'accesso alla produzione cinematografica e di avvicinare una nuova generazione al documentario e al cinema del reale.
I cortometraggi premiati – Ad aggiudicarsi il primo premio è stato "Invisibili", realizzato da Valentina Ercolini (Graphic Designer; precedentemente Product e Visual Design IUAV), Elisabetta Prez (ABA UD – Graphic Design per l'Impresa) e Pietro Risari (Università Cattolica di Milano – Master in International Screenwriting and Production). Ambientato nella suggestiva cornice della Val Canale, il corto racconta la storia degli Sbilfs, piccole creature invisibili che custodiscono gli abeti di risonanza, alberi capaci di conservare la voce della montagna. Una fiaba che intreccia immaginario, natura e tradizione per riflettere sul delicato equilibrio tra uomo e ambiente e sulla necessità di preservare un patrimonio naturale e culturale unico.
La menzione speciale FMK – International Short Film Festival è stata assegnata invece a "Le linee dell'est" di Jacopo Spanò (Sapienza Università di Roma – Studi Storico-Artistici), che sarà proiettato all'interno della prossima edizione del festival organizzato da Cinemazero a Pordenone in programma dal 28 al 31 luglio. Il documentario osserva la quotidianità della Valbruna, tra il lavoro nei campi, la memoria delle guerre e il paesaggio alpino, restituendo un ritratto essenziale e profondamente legato al territorio.
Completano il percorso creativo i cortometraggi "Anche io sono" di Teresa Piovesan (ABA UD – Graphic Design per l'Impresa), Federica Verde (ABA UD – Pittura e Arti Visive) e Luca Vendrame (DAMS UNIUD – Discipline dell’Audiovisivo dei Media e dello Spettacolo), dedicato al tema del bostrico e della fragilità degli ecosistemi montani; "La Fattoria del Domani" di Lorenzo Perilli (ITS Academy Roberto Rossellini corso Videomaker, Cinema e TV) e Federica Favot (DAMS UNIUD – cinematografia), che racconta il rapporto tra infanzia e natura attraverso un allevamento alpino; "VedoSentoParlo" di Davide Palladini (DAMS UNIUD – Discipline dell’Audiovisivo dei Media e dello Spettacolo) e Tommaso Poli (Università di Perugia – Psicologia), nato da una riflessione sul rapporto tra uomo e mondo naturale.
I cortometraggi sono stati valutati da una giuria composta da Valerio Ferrara, Angelo Loy, Paolo Antonio D'Andrea e Aurora Ovan. Prima delle riprese i partecipanti hanno esplorato la Val Canale incontrando studiosi, artigiani, allevatori e professionisti del territorio: dalla storia multiculturale della valle agli effetti dei cambiamenti climatici sul bosco, dal legno di risonanza destinato alla liuteria fino ai nuovi modelli di allevamento sostenibile. Esperienze che hanno costituito il punto di partenza dei racconti cinematografici, trasformando il paesaggio in un protagonista e non in un semplice sfondo.
Frame The Change conferma così la propria vocazione: utilizzare il cinema come strumento di esplorazione, partecipazione e valorizzazione del territorio. Attraverso il linguaggio immediato dello smartphone, la Val Canale diventa laboratorio creativo e set cinematografico, offrendo ai giovani autori l'opportunità di sperimentare nuovi linguaggi e, allo stesso tempo, di costruire un racconto collettivo capace di promuovere uno dei territori più autentici del Friuli Venezia Giulia.
A sostegno del Festival – Il Festival mette al centro le nuove generazioni, l’innovazione e il futuro delle aree interne e montane del Friuli Venezia Giulia ed è stato sostenuto con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFVG, Fondazione Friuli, Confindustria Udine, Confartigianato Udine, Banca 360 FVG, Fondazione Pietro Pittini, ADACI, Attiva Giovani.
27/07/2026, 18:40