Note di regia di "Minerva - La scuola"
Il pacifismo in questo mondo è una prospettiva sostenibile? Questa domanda mi perseguita da tempo, e questa serie è stata per me un modo di calarmi in una realtà piena di scomode verità. C'è spazio per la fragilità in un luogo che deve formare i soldati di domani? Quanto di sé è giusto sacrificare per la Patria? Queste sono solo alcune delle domande a cui questa seria cerca di dare risposta. Ciò che mi ha subito convinto è la qualità di una scrittura profonda e complessa, che cala i protagonisti in dilemmi morali continui, dalle questioni più adolescenziali e sentimentali, a scelte etiche che proiettano verso una vita adulta consapevole scissa tra Verità e Compromesso. Lo stile che ho provato a dare a questa storia segna per me un cambio rispetto alla mia precedente esperienza su Mare Fuori, per quanto i protagonisti siano mossi da forti passioni, il contesto impedisce loro di esprimerle liberamente, e la regia riflette questa rigidità di impostazione, che chiaramente smania per trovare momenti in cui esplodere in attimi di esaltazione e sensualità, e ciclicamente lo fa, in un caleidoscopio di colori e musiche liberatorio e catartico. I giovani protagonisti si trasformeranno in queste otto puntate, superando o scontrandosi con i loro limiti. Nel bene e nel male il liceo Minerva sarà per loro la crisalide di una nuova versione di sé, uno specchio in cui sarà impossibile non scoprirsi.
Ivan Silvestrini